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Bomporto e Bastiglia, una fusione in stallo

Bomporto e Bastiglia, una fusione in stallo

Diatribe interne sul possibile candidato sindaco: manca un accordo e così l’iter è destinato a sfumare

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Se si annotassero tutte le prese di posizione favorevoli allora la fusione sarebbe cosa pressoché fatta. Associazioni di categoria decise, rappresentanti politici in gran parte disponibili e una sensibilità interna ai paesi ormai indirizzata verso un percorso unitario. Tra Bomporto e Bastiglia c’è sempre stata vicinanza un po’ per colpa dei disastri naturali - leggasi alluvioni - e un po’ per quella vicinanza geografica che con il tempo ha allentato il campanilismo naturale e latente tra le due comunità. Eppure il primo progetto di fusione nella provincia di Modena, che qualche mese fa appariva come una mera formalità, ha subito un drastico rallentamento per non dire una chiara frenata.

Ma allora cosa ha impedito a Bastiglia e Bomporto di dare vita ad un’iniziativa che appariva tracciata, fondata su uno studio di fattibilità piuttosto dettagliato - quantomeno nei numeri - e che doveva essere presentato anche ai cittadini oltre che ai portatori d’interesse economico? Nessuno ha ancora fornito spiegazioni ufficiali e, almeno di facciata, la fusione è ben presente nell’agenda politica. C’è però un incaglio che viene considerato da più parti il vero scoglio della vicenda. Banalizzandolo, si potrebbe parlare di una questione di poltrone. Il prossimo anno, infatti, i due Comuni saranno richiamati alle urne e nei piani avrebbero dovuto decretare un solo sindaco. Chi? Alberto Borghi, primo cittadino di Bomporto, va a scadenza di secondo mandato e quindi non potrà ricandidarsi per la sua municipalità. Cosa diversa se invece ci fosse un unico Comune. A quel punto Borghi tornerebbe in lizza, a discapito eventualmente di Francesca Silvestri. La sindaca di Bastiglia ha vinto nel 2014 garantendosi il primo incarico e quindi nel 2019 avrà la possibilità di ripresentarsi anche senza la fusione.

Sul “chi” si è quindi fermato il ragionamento di due paesi che condividono già alcune funzioni fondamentali. Si pensi, ad esempio, all’istituto comprensivo congiunto oppure ai servizi di polizia municipale confluiti sotto l’Unione del Sorbara. Ci sono però altrettante discrasie: la Croce Blu, tanto per fare un nome pratico, con Bomporto che guarda a Nonantola e Castelfranco mentre Bastiglia opera insieme a Soliera. Dettagli che rendono comunque evidente l’identità paesana e che allo stesso tempo stanno tenendo in congelatore un percorso che garantirebbe anche soldi alla macchina amministrativa dato che la Regione sostiene le fusioni con imponenti finanziamenti.

Ma se il partito Democratico, in particolare Bastiglia, non farà un passo deciso tutto slitterà al 2023, quando eventualmente Francesca Silvestri avrà terminato il secondo mandato e il neo-sindaco di Bomporto concluderà il primo giro. E allora magari sarà Bomporto, in quel momento, a invocare tempi più lunghi... (fd)

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