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Come cambiare la scuola per il futuro dei ragazzi

Come cambiare la scuola per il futuro dei ragazzi

Poco istruiti e prolifici, ma grandi risparmiatori. Dati alla mano, sono gli italiani per Federico Fubini. Il vicedirettore del Corriere della Sera è intervenuto ieri sera alla Camera del Lavoro di...

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Poco istruiti e prolifici, ma grandi risparmiatori. Dati alla mano, sono gli italiani per Federico Fubini. Il vicedirettore del Corriere della Sera è intervenuto ieri sera alla Camera del Lavoro di Modena. Intervistato da Enrico Grazioli, direttore della Gazzetta di Modena, il giornalista fiorentino ha presentato il suo libro “La maestra e il camorrista. Perché in Italia resti quello che nasci”. Il sottotitolo non ricalca un luogo comune, ma è stato dimostrato da Fubini. L’autore ha confrontato le dichiarazioni dei redditi della Firenze del 1427 con la media dei cognomi di quelle attuali (fornita dal Comune), scoprendo una «fortissima immobilità nei redditi e anche nelle professioni». Fubini ha poi condotto due esperimenti con le scuole. All’istituto Stefanelli di Mondragone (Caserta) ha intervistato ragazzi di 16-17 anni che «non hanno idea di chi sono, tendono a non fidarsi degli altri e hanno problemi di autostima molto grossi». Problemi in aumento dopo l’incontro con uomini artefici del proprio successo, nonostante il miglioramento dei voti. Il secondo esperimento ha riguardato una scuola dell’infanzia pubblica di Napoli e un istituto privato per pari età di Milano. In due test per scegliere l’uovo oggi o la gallina i campani prediligono il primo, i lombardi il secondo. Tali scelte tornano nella vita adulta. «Chi rinuncia a 50mila euro subito per potersi permettere forse alla fine della vita una stanza in più in un appartamento lo fa perché ha i genitori laureati - ha sostenuto Fubini - perché gli altri non rinunciano all’ovetto per un premio invisibile. Se non cambiano i contratti, basati in Italia sull’anzianità e non sulla professionalità, non ne usciamo».

Anna Maria Santoro, componente della segreteria nazionale Flc-Cgil, ha quindi lanciato alcune proposte: istituire altre 5mila scuole dell’infanzia in tutta Italia «per avere 10mila maestri in più»; riportare l’obbligo scolastico a 18 anni «per prevenire l’abbandono e la dispersione scolastica»; adeguare le retribuzioni dei docenti alla media europea.

Gabriele Farina

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