«L’Ausl indaghi sull’igiene nel campo nomadi abusivo»
Il campo nomadi «non autorizzato e privo di servizi essenziali» presente dal 2014 in via Canaletto, a San Matteo lungo la Canaletto, finisce al centro di un'interrogazione in Regione.È il consigliere...
Il campo nomadi «non autorizzato e privo di servizi essenziali» presente dal 2014 in via Canaletto, a San Matteo lungo la Canaletto, finisce al centro di un'interrogazione in Regione.
È il consigliere leghista Stefano Bargi a scrivere: «Il Comune di Modena non avrebbe ancora provveduto alla chiusura del campo e all'allontanamento dei nomadi adducendo quale motivo la presenza di minori e di persone agli arresti domiciliari». Come noto, il campo nomadi è nato attorno agli arresti domiciliari di un esponente della famiglia Seferovic che si trovava in quel punto da alcuni giorni con i familiari. Da allora il campo è rimasto anche dopo che lo stesso è stato arrestato come membro della banda dei bancomat e questa volta portato in carcere dove si trova anche adesso mentre il processo è in corso. Non esiste quindi più una ragione legale per lasciare in piedi il campo nomadi abusivo.
Il 2 marzo scorso, evidenzia il leghista, «un bambino di quattro anni è morto all'interno del campo dopo aver ingerito un antibiotico somministratogli dai genitori», probabilmente a causa di un virus influenzale: la Procura di Modena ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, i medici del Policlinico hanno verificato e sospettano che alla base della tragedia ci siano le condizioni igienico-sanitarie in cui il bimbo era costretto a vivere». Da qui l'iniziativa di Bargi, che chiede alla giunta Bonaccini «se l’Ausl di Modena abbia mai effettuato verifiche sulle condizioni igienico-sanitarie in cui vivono i nomadi nel campo di via Canaletto e quali iniziative la regione abbia intrapreso o intenda intraprendere, di concerto con Ausl ed Arpae, al fine di verificare le condizioni igienico-sanitarie e ambientali del campo nomadi e porre fine a questa situazione inaccettabile di degrado»
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