Modena, "La dinamo" di Rosario: La meditazione e l’arte antica della bicicletta
Sociologo, 30 anni, ha deciso di fare il meccanico «Il fai da te e le due ruote sono le mie passioni» E il suo negozio è diventato un riferimento per i ciclisti modenesi
MODENA. Cosa ci fa un sociologo tra seggiolini, pedali, manubri? Semplice, ripara biciclette. Lui è Rosario Palomba, 30anni, è nato a Torre del Greco in provincia di Napoli, ma dal 2011 è a Modena. A Modena in via Riccoboni dove è al servizio di chi ama le due ruote, senza motore ovviamente.
“La Dinamo”, così si chiama il laboratorio, nonostante un’insegna moderna ed elaborata è un tuffo nel passato. Un tuffo in quell’artigianato che si sta perdendo, ma che, appunto, è un vero e proprio aiuto al cittadino. Le mani di Rosario sono belle sporche, nere, il suo grembiule non fa eccezione. Per nulla imbarazzato dalle domande dell’intervistatore, il giovane meccanico non toglie lo sguardo, e la brugola, da una bici da donna posizionata su di un cavalletto. «Mi sono laureato alla Federico II di Napoli con una tesi dal titolo “Ricerca sociale e valutazione dei servizi socio-assistenziali”.
Ho iniziato a lavorare in questo ambito e collaborando con una cooperativa sono arrivato a Modena, ma in fondo non ho mai abbandonato quella che da sempre è la mia passione. Anzi, le due mie passioni: l’arte del fai da te e la bicicletta. Così ho deciso di aprire l’attività che mi sta dando grandi soddisfazioni.
Sono sempre stato affascinato dalla manutenzione e soprattutto dalla meditazione legata al sistemare le cose. Per questo dico spesso che il mio percorso di studi non si discostata tanto dal lavoro di meccanico per le due ruote. D’altra parte un sociologo, per essere tale, deve andare sul campo e sporcarsi le mani. Proprio come faccio io ogni giorno». Nel frattempo qualcuno passa e chiede un “cacciavite dell’11”, qualcun altro la pompa per gonfiare le camere d’aria. «C’è un spazio self service - conferma l’artigiano delle bici -, ma non bisogna approfittarne…».
Ecco quindi la prova provata del servizio che “La Dinamo” garantisce ai modenesi: «Il laboratorio è un punto nevralgico per il ciclista urbano, il ciclista che usa la bicicletta per andare al lavoro. Che non vuole noie a cercare il parcheggio, che si gode una città come Modena. Si lavora sempre e tanto, non ho mai conosciuto la crisi. Dico di più: questa mia attività può essere definita “anti-crisi” per eccellenza. Quando hai difficoltà economiche e magari non puoi permetterti l’automobile cosa fai? Prendi la bici…». I trenta metri quadri tra viale Tassoni e viale Barozzi, colmi di biciclette e attrezzi, non sono comunque l’unico habitat naturale di Rosario: «Sto creando, da zero, un nuovo laboratorio. Un posto speciale dove avrò modo di creare da niente le mie biciclette, delle vere biciclette italiane fatte in casa. In via Paolo Ferrari arriveranno i tubi nudi e crudi che, poi, prenderanno forma. Sono sempre stato attento alla telaistica e anche se la tecnologia è importante mi piacerebbe riscoprire il passato. L’artigianato vero, quello del vintage.
Le biciclette che mi hanno fatto nascere la passione e che ora mi fanno alzare la serranda la mattina. Basta pensare che il novanta per cento di quello che va a comporre una bici è stato inventato nel nostro Paese, sarebbe davvero bello riproporre le origini e mettere sul mercato un prodotto di quel genere. Insomma un sogno che sto coltivando e che conto di realizzare a breve». Intanto, però, continua il lavoro a “La Dinamo”: «Certamente. Il negozio è diventato pure un punto di incontro. Con la clientela è nato un rapporto particolare: si scambiano due chiacchiere, altre volte si beve una birra. Credo ci sia fiducia perché quello che faccio lo faccio con grande dedizione. Il mio motto, se così si può definire, è semplice: “Riparare una bicicletta è un conto, farlo bene è un altro”». Parola di Rosario. Il meccanico delle due ruote, senza motore…
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