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Pavullo. La sequoia e il Pinone torneranno a splendere

di Daniele Montanari
Pavullo. La sequoia e il Pinone torneranno a splendere

Pavullo. Due delle piante più importanti del Parco Ducale sono state “curate” Contro i danni del vento manovre alpinistiche per i tecnici Sia a 30 metri d’altezza

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PAVULLO. La sequoia danneggiata dalla tempesta di vento dell’11 dicembre si salverà, e il Pinone sta continuando bene il suo recupero dopo la perdita, nel febbraio 2015, di un terzo della chioma. Buone notizie per due delle piante più importanti del Parco Ducale dopo l’esame e il doppio l'intervento di sabato dei tecnici della Sia (Società italiana di arboricoltura) che hanno in cura i “monumenti verdi” di Pavullo. E ci volevano, almeno queste buone nuove, al termine di un inverno che ha flagellato il parco con danni e crolli tuttora in fase di sistemazione.

Stefano Lorenzi (varesino con mamma pavullese), Vittorio Pagnoni (di San Giovanni in Persiceto), Davide Borghi (di Bomporto) e Jacopo Fini (di Bologna) sabato hanno messo mano a un ampio intervento a due livelli. Innanzitutto sul maestoso cedro del Libano, che è stato oggetto di una nuova biostimolazione radicale con inoculazione nel terreno di amminoacidi, biostimolanti e due tipi di funghi “buoni” (micorrize e trichoderma) antagonisti di quelli dannosi, per metterlo al riparo da attacchi. Contestualmente, hanno tolto i “cordini” istallati quest’inverno per scrollarlo dalla neve.

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Sull’altro fonte, hanno fatto manovre acrobatiche sulla sequoia “sempervirens policormica” (a due tronchi) dietro il Palazzo Ducale per controllarne le condizioni dopo la caduta di grossi rami per il vento e allo stesso tempo tagliare (a quota 30 metri, con imbragatura alpinistica) gli altri rami rimasti danneggiati anche dalla neve, in modo da limitare il più possibile il rischio di altre cadute. Poi hanno disposto, sempre attorno alla cima, un “consolidamento dinamico” con installazione di fili in polipropilene per sostenere i rami sani rimasti e supportarne la crescita con la loro elasticità, lasciando che l’albero lavori. Anche la pulitura è stata funzionale alla ricrescita, perché nel tronco ora arriva meglio il sole che aiuta a rivegetare. «I rami ricresceranno – ha spiegato Lorenzi – la sequoia nel suo complesso sta bene e stiamo facendo tutto il possibile per aiutarla». Senza danni per fortuna le altre due sequoie vicine: la gemella sempervirens a pochi metri e la maestosa “gigante” coetanea del Pinone (180 anni) che di fianco a lui compone una coppia di straordinaria maestosità e bellezza. Da parte sua, il Pinone non cessa di stupire per la reazione al trauma: «I rami della parte spezzata, anche grazie alle cure, sono rimasti vivi e producono ancora aghi: questo lascia ben sperare - ha sottolineato Lorenzi – e per aiutarne il riequilibrio verso luglio, quando sarà in riposo vegetativo, verrà disposta una micropotatura degli apici di 30-40 centimetri. In questo momento sta accumulando molte risorse idriche: con tutta la neve e l’acqua di queste settimane, ne avrà per affrontare tranquillamente anche un’estate calda e siccitosa. Tutto il parco si appresta a una primavera particolarmente rigogliosa».
 

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