Sanità tra scienza, costi e cure Le sfide per ricercatori e studenti
«La scienza va avanti: bisogna che la politica si adatti». Parola di ricercatore dell’anno 2017. Michele De Luca, direttore del centro di Medicina Rigenerativa, ha chiesto alle istituzioni più...
«La scienza va avanti: bisogna che la politica si adatti». Parola di ricercatore dell’anno 2017. Michele De Luca, direttore del centro di Medicina Rigenerativa, ha chiesto alle istituzioni più impegno per sostenere la ricerca.
«Ogni malato raro è un cittadino - ha ricordato De Luca al Centro servizi del Policlinico - e lo Stato si deve occupare di lui». Al terzo MoReMed il ricercatore ha presentato a centinaia di futuri camici bianchi la sfida della medicina di precisione. «È una medicina che nasce dallo sviluppo della genetica e delle cellule staminali», ha spiegato il direttore del centro d’eccellenza modenese. De Luca ha citato, tra gli ostacoli italiani, il «blocco ideologico, non scientifico, verso le cellule staminali» e «una sfiducia imbarazzante verso la scienza che ha portato a campagne contro vaccini e sperimentazioni animali». Eppure, l’Italia resta un Paese all’avanguardia per la medicina rigenerativa.
«Di cinque prodotti registrati nel mondo tre sono italiani - ha aggiunto De Luca - e uno è nostro. A Modena abbiamo sviluppato il primo farmaco al mondo per la rigenerazione della cornea e stiamo sviluppando una terapia genica per i bambini farfalla».
Una forma di malattia rara tra le circa 7mila scoperte. «Per quelle per cui è possibile una terapia duratura il sistema sanitario nazionale non può permettersi di non occuparsene», ha ammonito il ricercatore. Parole a cui ha risposto indirettamente Beatrice Lorenzin. «Il sistema sanitario universalistico si trova davanti a sfide che ne minano le fondamenta - si legge nel comunicato inviato agli organizzatori dall’ex ministro della Salute - come l’incremento della popolazione anziana e l’introduzione di farmaci innovativi molto costosi che generano aumenti dei costi del sistema». Un esempio è giunto dall’ex direttrice generale del Policlinico, ora dirigente del servizio regionale alla Salute, Licia Petropulacos.
«Nel 2018 l’incremento dei finanziamenti è stato di poco inferiore ai 50 milioni di euro - ha anticipato Petropulacos - per cui avere un incremento di 20 milioni di euro per una singola voce rende necessario individuare risorse». Risorse che il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha iniziato a setacciare. Il governatore ha spiegato di aver recuperato «circa 300 milioni di euro» grazie a più accortezza.
«Si possono trovare soluzioni per i malati rari», ha rilanciato De Luca, scagliandosi contro chi propone farmaci validi per più patologie: «Non c’è molta differenza tra le pallottole magiche e il caso Stamina».
«Non facciamo gerarchie di pazienti», ha rimarcato il direttore generale Ausl, Massimo Annicchiarico. Il generale dell’Accademia Stefano Mannino ha applaudito gli organizzatori del convegno internazionale: «È un format unico che cercherò di portare in Accademia».
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