Sindacati contro il Cpr Carpentieri: «Sì con i fondi»
Sull’ apertura del Cpr a Modena, ovvero la struttura di raccolta per espellere gli stranieri che hanno compiuto atti criminali, la polemica sale di tono con la discesa in campo dei tre sindacati...
Sull’ apertura del Cpr a Modena, ovvero la struttura di raccolta per espellere gli stranieri che hanno compiuto atti criminali, la polemica sale di tono con la discesa in campo dei tre sindacati confederali.
Tutti insieme, con un documento congiunto, bocciano senza riserve la scelta di attivare a Modena un centro, unico in Emilia Romagna, dove raccogliere gli immigrati prima di portarli fuori dall’Italia.
«Niente Cie o Cpr come si chiamano oggi, servono invece "percorsi di inclusione e interventi innovativi per dare risposte concrete al tema delle povertà, per il diritto al lavoro dignitoso, per la piena cittadinanza».
È questa la tesi del documento sottoscritto dai segretari modenesi di Cgil - Cisl e Uil (rispettivamente Manuela Gozzi, William Ballotta e Luigi Tollari) alimentando il dibattito sul nuovo discusso centro regionale sotto la Ghirlandina per i rimpatri degli immigrati irregolari.
Il gruppo Pd in Comune ricorda che si tratta di uno strumento previsto dalla legge, elaborato l'anno scorso del ministro Marco Minniti in chiave regionale.
A questo proposito i sindacati dicono che «non sono nemmeno chiare» le condizioni di apertura così come non si sa quanti migranti saranno ospitati.
«Senza dimenticare, come hanno certificato i sindacati di polizia - dicono i segretari confederali - che occorrerebbero rilevantissimi adeguamenti per garantire un regolare svolgimento del presidio di questa struttura». In altri termini questo significa che oggi non ci sono le condizioni per una sua riapertura, come evidenziano i tre segretari nel loro documento.
Per il consigliere Pd ed esperto di sicurezza urbana, Antonio Carpentieri, tutto però parte dalla legge Bossi-Fini.
«La norma - spiega - impone che chi non è nella condizione di rimanere nel nostro paese deve essere accompagnato alla frontiera o nel suo paese d'origine. Serve, quindi, uno strumento che permetta concretamente di attuare la norma».
In questo ambito, per Carpentieri bisogna «evitare i due aspetti più problematici dei vecchi Cie: il sovraffollamento e una permanenza talmente allungata che rasentava l'internamento.
I Cpr possono ospitare al massimo 60 ospiti per non più di 60 giorni, prorogabili di altre due settimane solo se lo stabilisce un giudice, completa il suo ragionamento Carpentieri.
«Il Cpr serve, è previsto per legge - conclude - ma a modena dovrà entrare in funzione solo se saranno garantite determinate condizioni, dignitose, per gli ospiti che saranno trattenuti e per il personale».
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