Carpi, Fontanarosa vola in Cina per le imprese carpigiane
Il direttore di Confcommercio incaricato dalla Camera di Commercio di Pechino. Aiuterà le aziende locali del food e del tessile a investire nel mercato orientale
CARPI. Nuove opportunità di business per le imprese del distretto carpigiano e modenese e possibilità di relazione con uno dei Paesi più all’avanguardia economicamente. Questo l’obiettivo del viaggio intrapreso dal direttore di Confcommercio Massimo Fontanarosa, di ritorno
«Da sempre sono stato attratto e incuriosito dalla Cina, sia dal punto di vista sociale che economico-imprenditoriale - racconta Fontanarosa - Ho appena trascorso un breve periodo in questo Paese cogliendo l'occasione di un invito della Camera di commercio italiana in Cina, tramite un corso di specializzazione frequentato l'anno scorso a Milano. In quest'ottica, la Camera di Commercio italiana a Pechino è impegnata nel progetto internazionale “True Italian Taste” che permette di aiutare gli appassionati del "buon cibo" a scegliere ed utilizzare al meglio i prodotti made in Italy supportando le nostre imprese italiane. In sostanza, la Camera di Commercio italiana, tra le varie funzioni in cui è impegnata quotidianamente, promuove l’eccellenza del gusto italiano in Cina».
Fontanarosa ha incontrato Giulia Gallarati, segretario generale della locale Camera di Commercio italiana ed è nata una collaborazione per creare opportunità di business e di facilitare l'accesso delle aziende food e beverage modenesi e carpigiane nel Paese del Dragone. « In questa mia breve seppur significativa esperienza - prosegue il direttore di Confcommercio - ho incontrato persone piene di iniziativa. Ho visitato un'azienda che produce seta con più di 500 dipendenti, un'altra che produce vasellame in porcellana e oggettistica per la casa e un'impresa che realizza gioielli e oggetti preziosi. In questo Paese non esistono tutti i vincoli amministrativi e burocratici che ci sono da noi e che sono un problema immane. Per contro, le condizioni della sicurezza sul lavoro e la tutela del lavoratore dipendente sono un lontano parente di quelle esistenti in Italia. Pechino e Shanghai sono le capitali del terziario, commercio, finanza e servizi, mentre Canton è ormai diventata la capitale mondiale per il manifatturiero, tessile - abbigliamento compreso. Un Paese il cui Pil sfiora l’8% non può essere considerato un nemico né, tantomeno, può essere liquidato come un concorrente. La Cina deve essere vista come un mercato in cui ritagliarsi uno spazio. La Camera di Commercio di Pechino mi ha offerto la possibilità di fare da tramite, da coordinatore a livello provinciale, tra le aziende operanti nel settore Food affinché i nostri imprenditori possano avere tutte le informazioni di cui necessitano per investire in Cina e organizzare viaggi e incontri, con l’appoggio dell’Ambasciata italiana. Credo che questa sia una possibilità preziosa di sviluppo del loro business. Al riguardo, parteciperò al Cibus di Parma dove sarà presente una rappresentanza cinese interessata alle nostre eccellenze».
Serena Arbizzi
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