Cartellini e straordinari Cgil all’attacco dell’Ausl
Problemi con Il nuovo software per la gestione di orari di lavoro e buste paga «E l'azienda risparmia sulle spalle dei lavoratori applicando un vecchio accordo»
Cgil contro Ausl sulla gestione dei cartellini. A sollevare il caso è Alessandro De Nicola, responsabile Sanità della Funzione pubblica: «Da gennaio scorso l’azienda ha adottato un nuovo software per la gestione del cartellino e delle buste paga dei lavoratori, sostituendo il precedente programma - spiega il sindacalista - nonostante lo sforzo degli uffici preposti, allo stato attuale, e nonostante siano trascorsi quasi quattro mesi dall’implementazione del nuovo programma, i lavoratori non riescono a visualizzare correttamente e a inserire i dati del cartellino riguardanti il proprio orario di lavoro, le ferie, lo straordinario. Non bastassero i grossi problemi tecnici che i lavoratori dell’Ufficio personale cercano di affrontare - incalza De Nicola - ci si mette anche la direzione aziendale: senza dire nulla, l’Azienda Usl continua ad applicare anche con il nuovo programma informatico un accordo aziendale non più valido dal 2015, che rende molto difficile il riconoscimento dello straordinario». Secondo il responsabile Sanità della Funzione pubblica, dunque, «si tratta di un fatto gravissimo, perché si continua ad applicare un accordo non più valido per risparmiare sullo straordinario». Come spiega la Cgil, infatti, «per effetto di questa disposizione aziendale, il lavoratore, per vedere il riconoscimento del lavoro straordinario, si deve trattenere al lavoro almeno 21 minuti in più rispetto all’orario ordinario. Non solo: le frazioni di tempo lavoro inferiori ai 21 minuti vengono azzerate. L’effetto di quanto descritto - fa notare il sindacato - è un consistente danno economico nei confronti dei lavoratori, ai quali non viene riconosciuto correttamente né il tempo lavoro effettuato in straordinario, né i relativi incentivi economici. In altre parole, l’azienda, rendendo molto difficoltose le condizioni di riconoscimento del lavoro straordinario, risparmia una quantità importante sia di ore da porre in pagamento sia di ore da porre in recupero. Un danno - spiega ancora la Cgil - che riguarda trasversalmente tutti i lavoratori di Ausl e ha il solo scopo di realizzare risparmi sulle loro spalle». Il sindacato fa inoltre notare che a partire da febbraio 2017 è stato sottoscritto un nuovo contratto aziendale che prevede nuove modalità di riconoscimento del lavoro straordinario senza prevedere alcuna franchigia oraria: «Il vecchio accordo, quindi, è superato sia in fatto che in diritto. Una vicenda gravissima - continua De Nicola - perché non si può continuare ad applicare scientificamente un accordo non più in vigore, e per questa ragione il sindacato ha voluto segnalare la questione anche gli organi di vigilanza aziendale, chiedendo che l’azienda sospenda immediatamente l’applicazione di un accordo non più valido. Ma i problemi non finiscono qua, perché per effetto del passaggio al nuovo programma informatico la situazione è molto caotica: i problemi tecnici sono talmente rilevanti che il lavoratore non riesce ad inserire le richieste di ferie o permessi e addirittura non si vede riconosciuto correttamente l’orario di lavoro svolto. In sostanza, alla fine della giornata di lavoro - conclude il sindacato - il lavoratore, nonostante abbia lavorato anche delle ore in più rispetto al proprio orario, quando accede al proprio cartellino informatico scopre che l’orario rilevato è di molto inferiore a quello effettuato, differenze che alcune volte arrivano anche a diverse ore».
Luca Gardinale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
