L’ultimo attacco a 200 metri dalle case
L’ultimo caso segnalato di cane sbranato in Appennino è del 5 aprile. È successo a Coscogno, dove in un campo a 200 metri da casa (e a 300 dal centro del paese) è stata trovata la carcassa...
L’ultimo caso segnalato di cane sbranato in Appennino è del 5 aprile. È successo a Coscogno, dove in un campo a 200 metri da casa (e a 300 dal centro del paese) è stata trovata la carcassa brutalmente mutilata di Briciola (nella foto), meticcia di dieci anni di piccola taglia (incrocio con un border collie, era stata presa dal canile) che non ha potuto fare nulla per difendersi dall’aggressore, lupo o cane selvatico che sia stato.
«È sparita alla mattina - racconta Moreno Simonini, molto conosciuto in zona anche per essere co-titolare del Pub One di Sant’Antonio - a volte la lasciavamo uscire dal cortile recintato per fare una passeggiatina nel campo dietro casa. Era molto dolce e c’eravamo affezionati tutti a casa: quando non è tornata, l’abbiamo cercata ovunque, finché non l’ho ritrovata mezza divorata negli ultimi campi coltivati prima del bosco. Lo stesso punto dove l’anno scorso era stata mangiata una capretta. Ho fatto vedere la foto a dei cacciatori e il sentore è quello di una piena aggressione da lupo».
È tipico infatti l’attacco diretto alla colonna vertebrale per spezzarla e uccidere la preda, per poi portarsela via di solito e mangiarla al riparo. Qui evidentemente c’è stato un fattore di disturbo che ha fatto lasciare la cosa a metà. «Comunque sia - nota Simonini - vedermi sbranata una cagnetta a 200 metri da casa, al di là dell’aspetto affettivo, mi inquieta parecchio. Cosa potrebbe succedere se un bimbo si allontana per giocare? O anche un anziano che va a fare una passeggiata: siamo veramente sicuri che non ci siano pericoli per l’uomo? L’aggressione non è stata troppo vicino all’abitato?». (d.m.)
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