Ladri di formaggio assaltano il caseificio
Pavullo. Tentano di entrare al Belvedere ma dopo mezz’ora di vani tentativi sono costretti a fuggire
PAVULLO . Aspiranti Lupin da Parmigiano in azione nella notte tra martedì e mercoledì nel tratto pavullese della Fondovalle Panaro, dove hanno preso di mira il magazzino della Cooperativa casearia Belvedere ai civici 20/24. Siamo a circa 3 km a valle del ponte della Docciola che conduce a Montese. Erano in due, e il sospetto è che non fossero espertissimi perché hanno dovuto battere in ritirata per l’allarme, un impianto di tutto rispetto comunque. Hanno fatto irruzione dalla porta bianca del capannone con i macchinari a cui si accede scendendo la scala metallica a lato della Fondovalle. Ma appena hanno aperto si è subito attivato il telecontrollo che alle 0.23 ha svegliato il 63enne Carlo Battistini, presidente della cooperativa, e il casaro Marco Rapini.
Entrambi erano nelle loro case di Maserno, perché è lì che il caseificio Belvedere ha la sua storica base produttiva: l’impianto sulla Fondovalle è un’acquisizione di un anno fa circa, e al momento serve solo come magazzino forme (prima era il caseificio della Fondovalle o della Casa Cantoniera, visto che ce n’è una di fronte).
I due si sono precipitati a vedere cosa stesse accadendo nonostante si sarebbe potuto trattare anche di un malfunzionamento dovuto all’intrusione di qualche animale. Ma il tragitto è di almeno 20 minuti.
Nel frattempo i due aspiranti ladri hanno avuto di che discutere con la porta interna divisoria che conduce al sospirato magazzino del formaggio, che non voleva saperne di aprirsi. Nel mentre, la sirena esterna ha fatto il suo dovere, “urlando” a gran voce nella notte. Per zittirla i banditi sono usciti e alle 0.50 l’hanno staccata (probabilmente con un colpo di spranga) dalla parete dell’abitazione sulla strada che una volta serviva al casaro.
Battistini e Rapini hanno avuto segnalazione in diretta sul cellulare anche di questo, avendo a quel punto la prova inequivocabile che di tentato furto si trattava. Erano ormai molto vicini, e anche i ladri l’hanno capito, tanto da volatilizzarsi: arrivati alle 0.55, presidente e casaro non hanno trovato più nessuno. Hanno però chiamato subito i carabinieri, sul posto col radiomobile fino alle 4 per raccogliere elementi. Tra cui filmati di videosorveglianza che pare abbiano inquadrato due persone con il viso solo parzialmente coperto.
«Meno male che avevamo un allarme come si deve - ha sottolineato ieri mattina Battistini, durante il sopralluogo effettuato con gli altri soci - forse i ladri non si aspettavano un’apparecchiatura così. Stavolta è andata bene». Nel maggio 2017 il Belvedere aveva subito un furto di oltre 50 forme (30mila euro) ma nella sede di Maserno. (d.m.)
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