Gazzetta di Modena

Modena

A GIUDIZIO UNA SPOGLIARELLISTA 28ENNE 

Liti e ricatti a luci rosse tra webcam girl: processo

Liti e ricatti a luci rosse tra webcam girl: processo

Colleghe di strip tease con la web cam, coetanee, connazionali ma oggi divise in tribunale: l’una accusa l’altra di ricatti e l’udienza preliminare di ieri è terminata con il rinvio a giudizio dell’ac...

2 MINUTI DI LETTURA





Colleghe di strip tease con la web cam, coetanee, connazionali ma oggi divise in tribunale: l’una accusa l’altra di ricatti e l’udienza preliminare di ieri è terminata con il rinvio a giudizio dell’accusata. Protagoniste della vicenda sono due ventottenni dell’Estremo Oriente che abitano con dei modenesi. Per vivere fanno filmini e collegamenti chat su internet: sono “web cam girl”, le ragazze che si spogliano in diretta a uso e consumo di maschi solitari che diventano in qualche modo clienti paganti. Un’attività sicuramente più asettica e distaccata, condotta da un luogo remoto, ma in sostanza identica agli strip tease nelle vecchie stanzette dei peep show.

La prima ragazza ha chiesto all’altra un prestito di 400 euro per pagare la riparazione della sua auto. L’amica glieli ha dati ma la restituzione tardava e dopo tante insistenze, la debitrice ha restituito 200 euro dicendo che gli altri non li aveva. L’amica si è infuriata. Così la debitrice, difesa dall’avvocato Gianfranco Balugani, secondo la Procura avrebbe minacciato con messaggi telefonici di essere lasciata in pace altrimenti avrebbe postato filmini hard e porno dell’altra sui social visibili a tutti. Un’accusa di ricatto che dal 6 novembre le costerà un processo per tentata estorsione.

Rinvio a giudizio anche per un altro personaggio di questa vicenda tra il losco e l’ingenuo. In questo caso si tratta di un indiano trentenne sempre residente a Modena che era amico della ragazza ricattata. Sempre secondo la ricostruzione della Procura, appena ha capito che l’ex collega la minacciava fisicamente oltre a ricattarla di mettere sui social i suoi video più spinti, la ragazza orientale si è rivolta al conoscente indiano per chiedere di proteggerla in qualità del suo secondo lavoro di guardia del corpo. Così quello che doveva essere il suo “gorilla” è diventato una sorta di secondo problema. Il motivo: avrebbe chiesto e ottenuto ventimila euro in contanti per impedire che l’altra si avvicinasse.

In realtà in questa vicenda due cose sono chiare: i 20mila euro dichiarati dalla presunta vittima sono spariti nel nulla - non sono mai stati trovati, come risulta dalle indagini - e, per sua fortuna, nessuno ha postato i video compromettenti rovinandole così la reputazione che aveva tra i modenesi che sono diventati la suoi familiari e amici, probabilmente ignari (almeno in parte) della sua attività per arrotondare.

Carlo Gregori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google