Gazzetta di Modena

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Scuola, i bambini in difesa dei compagni disabili

di Davide Berti
Scuola, i bambini in difesa dei compagni disabili

Lettera degli alunni di 2A iscritti alle elementari “Galilei” per invitare gli adulti a rispettare i parcheggi riservati: «Dateci retta, se capitasse a voi la stessa cosa?» 

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Quando ad educare sono i bambini. Succede spesso, in verità. È che a volte non ce ne accorgiamo, non vogliamo rendercene conto, forse perchè fa comodo a certi adulti rimanere in una posizione di superiorità anzichè fermarsi ad ascoltare, a riflettere, ad imparare.

I bambini della scuola elementare Galilei, però, questa volta hanno trovato il modo di farsi ascoltare e gli adulti non hanno potuto fare finta di nulla. Anzi, hanno ascoltato, visto, verificato ed ora, grazie ad una lettera scritta dai bambini di seconda elementare, un diritto sacrosanto è stato ristabilito.

Tutto nasce dal racconto di una bambina della scuola che ha confidato ad alcuni amici come i posti riservati ai disabili del parcheggio dell’Istituto Comprensivo 2 di via Fermo Corni fossero sempre occupati da auto prive di autorizzazione, tanto da rendere sempre impossibile la sosta per raggiungere la scuola.

Il parcheggio serve due scuole, le elementari Galilei e le medie Calvino e la necessità riguarda più di una bambina, più di un ragazzo.

La sensibilità dei compagni non si è fermata, nessuno si è arreso e in una classe, la 2A delle elementari, è iniziata una vera e propria discussione sfociata in una bellissima lettera inviata alla dirigente scolastica, che ha immediatamente capito il problema e lo ha riportato alle autorità competenti. Il Quartiere è stato informato, la polizia municipale anche. Ora il parcheggio è spesso osservato per evitare che i soliti “furbetti del parcheggio” tolgano il posto auto a chi ne ha diritto e la segnaletica è stata nuovamente tracciata per evitare fraintendimenti e contestazioni. I bambini hanno scritto la lettera indirizzandola a tutti i cittadini, ed è un caso che può fare... scuola, nel senso più alto del termine se per scuola si intende anche - e deve essere così - educazione, rispetto, diritti civili.

Ecco cosa hanno scritto i bambini: «Cari cittadini, siamo la 2°A della scuola primaria Galilei di Modena. Scriviamo questa lettera per quelli che parcheggiano nei posti riservati alle persone disabili.

“No! Non potete parcheggiare nel posto dei disabili”, perché una nostra amica quando viene a scuola non trova il posto… ma non è solo per la nostra amica, è per tutti quelli disabili che non possono camminare! Forse alla gente non interessa quello che noi diciamo… forse la gente non ci conosce e fa quello che vuole… anche se non ci conoscete dateci retta! Lo scriviamo anche per il vostro bene! E per giunta se voi parcheggiate nel posto per i disabili dopo vengono i carabinieri e vi danno una bella multona! Se qualcuno non ci ascolta possiamo chiamare i vigili urbani e gli diciamo che non possono andare sui posti delle persone che non possono camminare… Meno male che i disabili possono parcheggiare anche nei posti blu, ma almeno lasciategli un posto giallo! È importante che voi rispettiate i disabili! Lasciate il posto giallo ai disabili! Poi i disabili non parcheggiano mai nei posti blu a meno che non si trovi da parcheggiare nei posti gialli… Se un disabile si sente male e non trova un parcheggio come si fa?! Altrimenti deve camminare a lungo per andare dove vuole senza la macchina… Questa regola vale anche per l’ospedale: se un disabile si sente male e l’ambulanza non può venire devono andare loro e parcheggiare nelle strisce gialle… se le occupate tutte dopo loro non sanno cosa fare…

Almeno ascoltate noi che siamo piccoli! Quando vi troverete voi in questa situazione sarete voi a dover cercare un parcheggio! E poi Babbo Natale quest’anno non vi porta i regali! Noi vorremmo solo aiutare le persone disabili… potete aiutarle anche voi e andare solo nelle strisce blu. Ragazzi questa regola è molto importante… non dimenticatela! Grazie per la collaborazione! Buona giornata». Speriamo che i furbetti abbiano capito.

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