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Palagano, «Chiedo perdono per papà che uccise Rolando Rivi»

Palagano, «Chiedo perdono per papà che uccise Rolando Rivi»

Palagano. La figlia di Giusepe Corghi uno dei due partigiani che sparò al seminarista lo farà domenica durante una messa col vescovo Camisasca a 73 anni dal delitto

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PALAGANO . Il perdono e la riconciliazione per superare definitivamente gli orrori della guerra.

Dopo i momenti forti vissuti negli ultimi due anni nell’anniversario della strage di Monchio, ce ne sarà un altro legato a un terribile fatto di sangue che ha segnato sempre quella terra: il martirio di Rolando Rivi.

Ovvero, il seminarista nativo di San Valentino (Castellarano,) ucciso a soli 14 anni dai partigiani il 13 aprile 1945 nei boschi delle Piane di Monchio (il punto è tuttora meta di pellegrinaggio, ai lati della sp 24 sopra Saltino) e beatificato da Papa Francesco nel 2013.

Nell’occasione al Palapanini di Modena (il 5 ottobre) venne organizzata una grande cerimonia con più di seimila persone. Domenica, in occasione del 73° anniversario della morte, alle 17.30 nell’antica pieve di San Valentino (via Rontano 7, Castellarano) il vescovo della diocesi di Reggio, Massimo Camisasca, celebrerà una messa nel corso della quale avverrà qualcosa di speciale: la figlia di Giuseppe Corghi, uno dei due partigiani che uccisero il ragazzino, chiederà perdono per ciò che ha commesso il padre. E lo farà a pochi metri dalla vittima, perché in quella chiesa sotto l’altare è custodito il corpo del beato, avvolto in nastri rossi e seta bianca, in un’urna di cristallo.

La figlia di Corghi ha deciso di compiere questo passo dopo essersi avvicinata alla fede e aver compiuto un profondo percorso personale.

«È la luce di Cristo che è più forte del male, che vince la morte e sa trasformare ogni buio in strada che conduce a Lui», sottolinea la Diocesi di Reggio. Un momento che lascerà il segno, e per cui accorreranno anche tanti devoti di Palagano e dintorni, che lo ricordano sempre con grande partecipazione.

La parrocchia di Monchio ogni anno per il 25 aprile celebra una messa proprio sul luogo del martirio. La richiesta di perdono arriva in un contesto particolare: l’anno scorso in occasione dell’anniversario della strage di Monchio, durante la cerimonia alla Buca di Susano c’è stato un momento di forte commozione allìintervento del tedesco Wolfgang Weil.

Figlio di Adolf (scomparso nel 1994), che come soldato della divisione Goering prese parte alla strage, ha chiesto anch’egli perdono a tutti per quanto compiuto dal padre.

E il 18 marzo scorso, in occasione del nuovo anniversario, ha scritto una toccante lettera ai famigliari delle vittime sottolineando che solo dopo aver ricevuto il loro perdono è ora in grado di riconciliarsi con la memoria del padre. Ritrovando pace.
 

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