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OMICIDIO IN PIAZZA DANTE 

Fissato il processo per i cinque minori

Fissato il processo per i cinque minori

È stato fissato per il 13 giugno a Bologna il processo con rito immediato nei confronti dei cinque minorenni di origini cinesi, tutti residenti a Prato, accusati di omicidio volontario e occultamento...

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È stato fissato per il 13 giugno a Bologna il processo con rito immediato nei confronti dei cinque minorenni di origini cinesi, tutti residenti a Prato, accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso per la morte di Leo (Hu Congliang), il ventenne cinese ucciso il 26 novembre con soffocamento e nascosto in un trolley nella sua camera da letto. Lo ha stabilito il gip del Tribunale dei Minori di Bologna al termine delle indagini. I difensori hanno però anticipato la Procura dei Minori chiedendo per tutti e cinque il processo con rito abbreviato (che prevede anche lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna). In questo caso la data dovrà essere fissata ma è prevedibile che cadrà tra maggio e giugno, in ogni caso sarà prima della data fissata per il processo.

Nella notifica ai difensori dei ragazzi ora imputati per i gravissimi reati sono allegate anche le consulenze chieste, compresa l’autopsia e quella informatica sui loro telefonini e dispositivi (computer e tablet). In particolare, è stato acclarato in sede di autopsia dall’istituto di Medicina legale di Modena che Leo è morto per soffocamento quasi certamente tramite il cuscino del suo divano. Altro aspetto importante è stata appunto la ricostruzione delle diverse conversazioni compiute prima e dopo il delitto; soprattutto quelle via chat risulteranno importanti in sede processuale.

Stando al materiale probatorio raccolto dalla Procura dei Minori, alcuni dei ragazzi indagati avrebbero ammesso la partecipazione al delitto. Ora si tratta di capire che ruolo avrebbero avuto singolarmente, perché uno di loro ha materialmente compiuto l’omicidio mentre gli altri assistevano (passivamente o attivamente, è un altro aspetto da chiarire). Resta poi da ritagliare il ruolo del quinto ragazzo che, come noto, era rimasto sulle scale. Andrà chiarito se non voleva partecipare oppure se al contrario si trovava lì per fare da palo. È lo stesso in cui si era imbattuto l’avvocato Andrea Giberti, padre acquisito di Leo, mentre si aggirava attorno all’uscio di casa ed è lo stesso che inizialmente non era stato arrestato. Tutto da chiarire invece per quanto riguarda la ricostruzione del movente dell’omicidio, indicato in un ricatto sessuale. La scomparsa della consolle Wii nuovissima di Leo aveva dato adito all’idea che contenesse foto da distruggere sull’amico pratese che avrebbe organizzato il raid punitivo finito in tragedia. In realtà, non si sa ancora su cosa si basi esattamente questa ipotesi di delitto per un ricatto a sfondo omosessuale. Vedremo cosa emergerà al processo abbreviato, anche se in forma stringata come richiede il rito scelto.

Carlo Gregori

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