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Furto di Rolex da Blondi: incastrati da una impronta

Furto di Rolex da Blondi: incastrati da una impronta

La polizia dopo accurate indagini è riuscita a risalire all’identità dei due banditi Sono rapinatori che hanno commesso altri colpi in regione: ora sono all’estero 

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Una impronta, nitida, lasciata su un catalogo all'interno della gioielleria che poi, assieme al suo complice, ha svaligiato. È bastata questa per incastrare lui e il suo connazionale, a distanza di ben tre anni e mezzo dal colpo che misero a segno ai danni della gioielleria Blondi di corso Alberto Pio a Carpi. Un caso riaperto, o cold case come si suole dire, che ha portato alla denuncia di due serbi di 29 e 33 anni, che nel frattempo avevano messo a segno vari furti e rapine ai danni di gioiellerie in regione e che, allo stato attuale, sono all'estero: per loro era già scattato un mandato di cattura internazionale.

Nell'ottobre del 2014, dunque, i due stranieri misero a segno il loro furto con destrezza secondo una tecnica collaudata. Preceduto da un sopralluogo il giorno prima, il colpo prevedeva l’ingresso di uno dei due banditi come finto cliente che chiede di vedere alcuni Rolex perché, spiega, deve fare un regalo ai genitori per il loro anniversario.

Mentre la commessa è indaffarata, il finto cliente apre la porta al complice che si precipita all’interno, prende i Rolex e poi tutti e due scappano via di corsa. Visionando i filmati gli investigatori avevano notato che il finto cliente aveva appoggiato il dito indice sul catalogo dei Rolex che aveva chiesto di visionare.

L'impronta c’era e gli esperti della Scientifica del commissariato di Carpi la rilevarono immettendola nella banca dati per trovare una corrispondenza. Ma non vi fu alcuna relazione nella banca dati delle forze dell’ordine a livello nazionale: l’impronta per quanto nitida, non aveva ancora padrone. Ma a lasciare altre tracce ci pensarono gli stessi due banditi: a parlare per loro in seguito sono state le loro gesta. Nel gennaio scorso infatti gli investigatori carpigiani fecero un altro passaggio dell'impronta nella banca dati e l’esito questa volta fu positivo Il ladro era infatti stato bloccato e fotosegnalato dalle autorità in altre occasioni, per furti e per rapine commesse a Bologna e a Parma con metodo analogo. Il bandito dunque aveva il nome e anche il complice, grazie alla comparazioni tra le immagini della Blondi e quelle negli altri colpi, è stato identificato. I due serbi dunque, a distanza di oltre tre anni, sono stati indicati come gli autori del furto di Rolex e pertanto denunciati: ora sono irreperibili ma su loro pende un mandato di cattura internazionale. (s.to)

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