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Medolla, accoltella la moglie e tenta il suicidio

Medolla, accoltella la moglie e tenta il suicidio

L'episodio all'interno di una villetta di via Brescia 2 a Medolla. Le condizioni della donna sono disperate. Sul posto i carabinieri di Medolla, della compagnia di Carpi e del nucleo investigativo di Carpi 

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MEDOLLA È Nadia Sgarbi una 65enne italiana la vittima del tentato omicidio avvenuto la mattina del 13 aprile  a Medolla, in provincia di Modena, in via Brescia 2, all'interno di una villetta dove vive insieme al marito  Pier Luigi (l'aggressore, suo coetaneo) Garutti.

Stando a quanto trapela, l'uomo avrebbe accoltellato la moglie probabilmente nel sonno, alle prime luci dell'alba. La 65enne sarebbe stata colpita al collo. L'arma utilizzata, un coltello da cucina. Entrambi in pensione, si occupavano dell'azienda di macellazione che si trova a San Felice, sempre nel Modenese.

 

Il 65enne ha tentato il suicidio dopo aver accoltellato la vittima, poi ha allertato il 118. Sul posto i carabinieri del nucleo investigativo di Cartpi, della compagnia di Carpi e di Medolla.

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La signora Sgarbi è giunta al pronto soccorso del Policlinico di Modena (e non a Baggiovara come riportato in precedenza) verso le cinque e mezza del mattino, la 65enne è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Attualmente si trova ancora in prognosi riservata. Suo marito, medicato in un primo momento all'ospedale di Mirandola, è finito subito dopo in caserma, dove i carabinieri della compagnia di Carpi (che indagano insieme ai colleghi della stazione di Medolla) hanno cominciato a sottoporgli i primi quesiti: ma le risposte non hanno fornito un quadro netto e definito. Domande che sono proseguite in procura a Modena, dove il 65enne autore del tentato omicidio si è trovato faccia a faccia col sostituto procuratore Luca Guerzoni, titolare del fascicolo.

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Gli elementi che emergono conducono ai forti stati depressivi vissuti dal 65enne, che a quanto pare avrebbe continuato nel corso di tutta la giornata a non darsi spiegazioni concrete sul 'perché' del suo gesto. I carabinieri del reparto operativo di Carpi, nel mentre, hanno setacciato l'abitazione alla ricerca di qualunque tipo di elemento utile alle indagini.

Pare che l'arma utilizzata per ferire la donna, quasi a morte, sia "qualcosa di più" di un comune coltello da cucina, ciò trova riscontri anche nel fatto che i due, pensionati, si occupano ancora della loro azienda per la lavorazione delle carni, che si trova a San Felice, sempre nella Bassa Modenese: si parla di un grosso coltello, una specie di mannaia, di quelle utilizzate proprio per la lavorazione delle carni.

D'altronde è facile, appunto per ragioni lavorative, che nell'abitazione del tentato omicidio dove vivono i due coniugi (posta da stamattina sotto sequestro) si trovassero anche coltelli non necessariamente di uso comune. Nei confronti del 65enne, ancora sotto torchio, non ci sono provvedimenti, ma è quasi scontato che scattino nelle prossime ore.

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