Modena 2019, via alle grandi manovre
In pochi mesi cambieranno i tre centri di potere della città: sindaco, rettore e presidente della Fondazione Crmo
Non c’è niente da fare, la testa è già là. Al 2019, dove Modena ridisegnerà nel giro di pochi mesi i centri di potere. Tra le fine di maggio e l’inizio di novembre ci saranno le elezioni in città per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale; negli stessi giorni sarà eletto il nuovo rettore dell’università di Modena; in autunno ci sarà la nomina del nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio. Un trittico che in confronto Giotto era un dilettante.
La città è già praticamente in una fase di stallo permanente: il Comune sarà già tanto se riuscirà a gestire, da qui a fine anno, la vicenda Cpr e quella di Vaciglio, poi da gennaio sarà piena campagna elettorale. Con il Sant’Agostino perso nei corridoi, il primo governo Muzzarelli arriva col fiatone. E il sondaggio di queste settimane è atteso con particolare interesse da tutto il Pd. Muzzarelli sogna scenari diversi (Bonaccini candidato tra un anno in Europa così torna in ballo la poltrona regionale) ma sa che il suo posto è Modena e entro settembre, in coincidenza con la Festa Pd (sempre che ci sia da festeggiare qualcosa), scioglierà le riserve. Oggi mostra, anziché la sua carica proverbiale, quasi un po’ di timore. Lo dimostra la telenovela Giacobazzi, arrivata fin qui perché non si è stati in grado di decidere: dentro al Pd in molti spingono per rimanere con sette assessori, ma Muzzarelli tenterà con un ottavo nome di dare un segnale politico: in vantaggio ora c’è Alessandra Filippi di Legambiente, per provare a placare il ciclone Vaciglio.
Sguardo a sinistra, secondo lo schema Bonaccini che vuole Liberi e Uguali alleati del Pd a livello locale per allontanare lo spettro della sconfitta dopo un ballottaggio che già oggi appare scontato. Qui la fantapolitica è arrivata al punto da cominciare anche a fare dei nomi nei corridoi per un accordo su larga scala che unisca i centri di potere: Muzzarelli candidato sindaco con un largo appoggio a sinistra e Maria Cecilia Guerra prossima presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Sembrava uno schema perfetto – la Guerra avrebbe certamente messo d’accordo anche l’università, che sulla Fondazione ha un certo peso – invece proprio la Guerra non sarà candidabile per via dello statuto della Fondazione Crmo che prevede tra i suoi nominati solo persone che negli ultimi 24 mesi non abbiano avuto incarichi politici. Guerra starebbe fuori per poco più di un mese, nomine Fcrmo a novembre 2019 e Senato sciolto il 27 dicembre 2017, chissà che non si trovi uno strumento spaziotemporale per chiudere un occhio.
Sarà la politica a scegliere quella presidenza – astenersi moralisti – e sembra proprio che il sindaco Muzzarelli (sempre che vinca le prossime elezioni) non abbia nessuna intenzione di affidarsi nuovamente a Paolo Cavicchioli. Ricorderete che quest’ultimo, come tutte le persone indicate da Comune e Provincia, firmò un patto di fiducia col sindaco sulle politiche da portare in Fondazione, un atto letto come forzatura al limite della legittimità. Cavicchioli lo firmò, ma non si può certo dire che con Muzzarelli sia stata una “passeggiata di salute”: proprio a partire dal fantasma Sant’Agostino sono cominciati dissapori mai risolti.
Un ruolo non secondario, in quest’ultimo scenario, lo giocherà anche l’Università. Il rettore Andrisano è in uscita, il nuovo “magnifico” lo sceglieranno a tavolino Ingegneria e Medicina, secondo un asse ormai consolidato di voti che tra strategia e sviluppo accademico ha lasciato ben poco alle altre discipline.
Per tutte e tre le poltrone c’è l’incognita terzo incomodo. Se ci sarà, anche nel 2019, un’opzione Querzè, per il Pd sarà dura arrivare a vincere il ballottaggio. Se ci sarà in ateneo una candidatura forte da Economia, che ha sollevato più di un malumore per non aver ricevuto tanto quanto le altre facoltà (termine superato dalla burocrazia ma che rende bene l’idea), si dovrà trovare un punto di caduta. Ma il compromesso più grosso lo si dovrà trovare per la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, perché è da lì che passeranno le finanze, indipendentemente da chi si troverà a governare in piazza Grande.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
