Modena si tiene stretta la Secchia
I Musei negano a una mostra di Bologna il reperto simbolo della famosa disfida, inviata la copia
Vanno bene l’arte e le mostre, ma l’identità storica del territorio ha pur sempre la sua non piccola importanza soprattutto quando si tratta della “Secchia Rapita”. Diciamola dunque così: Bologna ci ha provato, ma Modena non ha abboccato e ha elegantemente salvato le apparenze grazie alla decisione della direttrice dei Musei civici Francesca Piccinini. Nei mesi scorsi, in occasione della mostra “Il Nettuno: architetto delle acque Bologna, l’acqua per la città tra Medioevo e Rinascimento” visibile sotto le Due Torri a Santa Maria della Vita, i bolognesi hanno richiesto in prestito al Comune appunto la “Secchia rapita”, ritenendo che il simbolo di Modena sarebbe stata utile nel racconto della esposizione riguardante storia e restauro recente della scultura simbolo di Bologna. Poteva la città prestare proprio quel prezioso secchio di legno e metallo arrugginito che da secoli fa bella mostra di sé prima in Ghirlandina e oggi nella sale storiche del Comune? Si tratta di un oggetto fondamentale per l’identità cittadina, trattandosi del manufatto che gli eserciti modenesi sottrassero da un pozzo di Porta San Felice nel corso della battaglia di Fossalta (1249) o forse più propriamente a quella di Zappolino del 1325. La direttrice Piccinini però non ha detto no al prestito - sarebbe stato inelegante - ma ha mandato a Bologna la copia risalente agli anni ’80 del prezioso oggetto, motivando la scelta con le “motivazioni conservative” peraltro senz’altro inattaccabili quando si parla di un oggetto così antico. In questo modo la Secchia Rapita continua a essere visibile ai turisti (anche bolognesi) nelle sale del Municipio, dov’è adeguatamente protetta. Meglio così, anche perché il 20 aprile - alle 16,30 all’Archivio storico comunale - si svolge il convegno “Alessandro Tassoni. Poeta, erudito, diplomatico nell’Europa dell’età moderna”. L’appuntamento a Palazzo dei Musei, prende il nome da un libro omonimo a cura di Maria Cristina Cabani e Duccio Tongiorgi e pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore che raccoglie di atti del convegno che nel 2015 celebrò il grande scrittore modenese in occasione del 450° anniversario della nascita. Tassoni, qualcuno lo ricorderà, è appunto l’autore del poema eroicomico pubblicato a Parigi nel 1622 dove si racconta del conflitto tra Bologna e Modena che avvenne appunto nella località di Zappolino. Nell’occasione i modenesi si fermarono a un pozzo per dissetarsi e portarono via lo storico trofeo. Ma al convegno si parlerà a tutto tondo di Tassoni e parteciperanno anche i docenti Elisabetta Selmi, Alberto Beniscelli e Carmelo Elio Tavilla e si discuterà anche della “intervista impossibile” che apparirà nel pamphlet “Vi prendo tutti per il... parnaso” di Roberto Barbolini e Bruno Ventavoli.
Stefano Luppi
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