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«Nuove case, non si blocchi lo sviluppo»

«Nuove case, non si blocchi lo sviluppo»

L’urbanistica al centro dell’intervento di Carlo Zini ( presidente della Cmb): «Sì alla sostenibilità, non all'immobilismo»

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Forse il messaggio non piacerà ai comitati, ma il concetto è molto chiaro. Perché a parlare di urbanistica e sviluppo della città, in un momento in cui questi temi sono al centro dell’agenda politica e delle polemiche sui nuovi comparti abitativi, è il presidente di Cmb Carlo Zini, che è anche numero uno della società (partecipata al 33% dalla cooperativa di Carpi) che costruirà le nuove 550 case previste a Vaciglio.

Un intervento arrivato ieri sera al Baluardo, all’interno di un ampio dibattito sulla sostenibilità durante l’assemblea annuale delle cooperative associate a Legacoop Estense. Così, dopo la relazione del presidente di Legacoop Andrea Benini e l’intervento dell’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha parlato dell’“Utopia sostenibile” affrontata anche in una recente pubblicazione, si è aperto il dibattito incentrato proprio sulla sostenibilità, guardando agli obiettivi dei prossimi anni. Sostenibilità urbanistica, dunque, come ha ricordato il presidente della Regione Stefano Bonaccini: «Credo che siamo riusciti a fare una legge coraggiosa - ha spiegato il governatore - anche perché è stata condivisa e sottoscritta con tutte le parti sociali. Il ragionamento che abbiamo fatto è questo: dal dopoguerra in poi abbiamo usato troppo suolo vergine, quindi è il momento di puntare al saldo zero di consumo di territorio. Dovremo però fare in modo, per non rischiare di “uccidere” il comparto che in questi anni ha sofferto di più, quello dell’edilizia, che si possa lavorare sulla rigenerazione delle città e dei quartieri. Tanto per fare un esempio - ha chiuso Bonaccini - a breve partirà il bando da trenta milioni per la rigenerazione urbana di pubblico e privato». Concetti condivisi anche da Francesca Federzoni, presidente di Politecnica e vicepresidente di Legacoop Estense: «Quando affronti certe tematiche fuori dall’Italia - ha spiegato - ti trovi a dover affrontare i problemi con testa e orecchie nuove, come abbiamo fatto noi per una strada che abbiamo costruito in Sierra Leone, 33 chilometri e 4 ponti per collegare 10 centri abitati. In questo caso, abbiamo “fatto” sostenibilità ascoltando le esigenze del territorio in cui stavamo lavorando. In Italia però la rigenerazione urbana ha un altro significato - ha aggiunto la presidente di Politecnica - e il nostro impegno deve essere quello di andare un po’ oltre gli slogan, anche perché la vera sfida è quella di dare alla rigenerazione una sostenibilità economica che oggi è piuttosto complessa». La parola è quindi passata al presidente di Cmb, cooperativa che quest’anno festeggerà 110 anni di storia: «Abbiamo attraversato momenti storici molto diversi - ha spiegato Zini - cambiando sempre e intercettando le esigenze che si sono manifestate. Una delle esperienze che stiamo portando avanti con più successo oggi è quella del comparto ospedaliero, che ci ha visto vincere due gare in Danimarca per complessi di dimensioni notevoli, esportando qualitàgestionale e di servizi».

Quindi, il dibattito urbanistico: «Restare fermi non è elemento di sviluppo - ha detto Zini - perché a noi senza dubbio va bene la sostenibilità, ma non l’immobilismo, che è sinonimo di rendite di posizione». Per quanto riguarda la nuova normativa urbanistica, Zini si è detto «assolutamente d’accordo con la legge regionale, alla quale dopo un complesso dibattito sono stati apportati alcuni elementi di modifica. Consumo di suolo vuol dire spreco, ma non vuol dire non costruire più su terreni che non sono costruiti, anche perché gli edifici che facciamo oggi producono energia: oggi ci vuole una grande capacità di cambiare, ma non di bloccare lo sviluppo, e noi siamo costruttori di sviluppo».

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