Un “naso elettronico” per gli odori di San Cesario
Comune e Arpa in assemblea con i cittadini hanno spiegato i due mesi di controlli FarPro e Frantoio Fondovalle nel mirino ma le ditte sono tecnicamente a norma
SAN CESARIO. Quello delle emissioni odorigene è un problema che non dà pace ai cittadini di San Cesario, riunitisi l’altra serae presso la Sala Grande di Villa Boschetti per la presentazione della nuova “Campagna monitoraggio odori 2018”. Durante la serata Stefano Forti, direttore della sezione Arpa di Modena, ha esposto agli abitanti sancesaresi i possibili strumenti da utilizzare per indagare su quelle esalazioni che da anni disturbano i residenti del comune, per poi passare ad una più specifica illustrazione del progetto di indagine che entrerà in campo nei mesi di giugno e luglio 2018 e voluto dal Comune. Nello specifico, l’Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia, assieme al Comune ha deciso di effettuare un’analisi incrociata su più livelli, che permetta di creare una chiara immagine del fenomeno attraverso i sopralluoghi del tecnici Arpa, l’utilizzo di apparecchiature quali il naso elettronico ed una “agenda dell’odore” tenuta dagli stessi cittadini. Sembra ormai chiaro, da quanto è emerso, che le esalazioni provengano dagli stabilimenti di FarPro Modena e Frantoio Fondovalle. Ciò nonostante, ha precisato Forti, le ditte sono tecnicamente a norma, dunque è necessario indagare a fondo su quale sia l’esatta fonte delle esalazioni all’interno degli stessi e su come queste arrivino a San Cesario. La normativa vigente è purtroppo carente per ciò che concerne le molestie olfattive, un fenomeno sicuramente arduo da analizzare oggettivamente, in quanto la percezione dell’odore è un fenomeno perlopiù soggettivo.
La sezione Arpa di Modena è attiva fin dal 2005 per cercare di risolvere il problema, mettendo in campo strumenti sempre più avanzati e misurazioni continue. Il programma esposto durante la serata prevede la mappatura delle sorgenti all’interno degli stabilimenti, cioè l’individuazione di tutti i possibili punti di fuoriuscita di sostanze odorigene, che permetta di richiedere un intervento mirato sugli stessi. Verranno inoltre messi in campo strumenti di misurazione continua come il naso elettronico, un modello più moderno rispetto a quello installato già dieci anni fa nella sede del comune, opportunamente “addestrato” nel riconoscere lo specifico odore molesto. A questo si andranno ad aggiungere i dati rilevati dalla stazione meteo appositamente installata per le medesime rilevazioni già da qualche anno, che permetterà di incrociare i movimenti del vento con la presenza o l’assenza di odore. Verranno inoltre effettuate ulteriori analisi chimiche ambientali e verranno scelti alcuni cittadini perché possano tenere un’agenda dell’odore, utile come ulteriore strumento di confronto con i dati forniti dagli altri strumenti messi in campo. Quest’ultimo mezzo, in particolare, serve a coinvolgere attivamente i cittadini oltre che a responsabilizzarli, in quanto solo le segnalazioni veritiere potranno porsi come un utile strumento di ricerca, mentre tutte le segnalazioni fittizie non andrebbero che a rallentare la risoluzione del loro stesso problema.
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