Gazzetta di Modena

Modena

Apertura del Cpr a passo di carica

Apertura del Cpr a passo di carica

Il Prefetto ha incontrato la proprietà dell’ex Cie e compiuto un sopralluogo con i tecnici nell’edificio

3 MINUTI DI LETTURA





Avanti a tutta forza per l’apertura del Cpr in via Lamarmora, nella sede dell’ex Cie chiuso nel 2013 dopo tredici anni di attività.

Il prefetto Paba ha effettuato ieri un primo sopralluogo con la proprietà, che è una società di leasing con sede legale a Milano e partecipata per un terzo dalla Bper. Al tempo stesso ha fatto dell’entrata in funzione del Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) il tema principale della seduta di ieri alla riunione del Comitato per l'ordine pubblico.

Ai rappresentanti degli enti locali ha ripetuto la linea ufficiale del governo, ovvero un’operatività del centro che dovrà svolgersi “nel rispetto delle leggi vigenti, secondo criteri di trasparenza e di piena partecipazione di tutti i soggetti interessati”.

Per l’occasione è stato illustrato il primo programma amministrativo, logistico e organizzativo per garantire la piena funzionalità dell’edificio, dopo anni in cui è rimasto inutilizzato, e una possibile organizzazione degli spazi per garantire “il pieno rispetto dei diritti di chi sarà ospitato nella struttura”, come ha sottolineato un comunicato della Prefettura. Del resto si tratta dei requisiti richiesti anche dal sindaco Muzzarelli che li aveva elencati in una lettera al ministro dell'Interno, Marco Minniti. Per garantire la linea della “fermezza responsabile”, se così si può chiamare, il prefetto ha costituito un gruppo di lavoro con la partecipazione di tutte le amministrazioni e gli enti interessati e che avrà come unico obbiettivo la piena funzionalità della struttura nei tempo più brevi.

Intanto, in città la sinistra torna a bocciare il Cpr.

«Non ci sfugge che l'insolita determinazione mostrata dal ministero - dice in una sua nota Liberi e Uguali - Pare che siano già iniziati i lavori di ristrutturazione dell'ex Cie per aprirlo già nei prossimi mesi. Liberi e Uguali lotterà per evitare questo grave errore. In ogni caso, deve essere chiaro che devono essere soddisfatte almeno due condizioni essenziali: la totale trasparenza nella gestione e il monitoraggio periodico della situazione all'interno del centro da parte dello Stato, degli amministratori locali e di osservatori esterni, ma anche la garanzia che venga assegnato alla struttura un contingente adeguato di personale delle forze dell'ordine, che non vada ad intaccare la presenza già deficitaria sul territorio comunale».

A questo proposito il consigliere Pd Antonio Carpentieri ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale in cui chiede di conoscere tempi e modi sull’entrata in funzione del Centro di Permanenza e Rimpatrio e dei servizi collegati. Due i punti fondamentali richiamati nel documento.

Da un lato si chiede quali saranno le conseguenze sulla sicurezza in città per trovare il personale necessario alla vigilanza interna ed esterna.

Dall’altro si chiede di valutare l’opportunità di realizzare un protocollo di accordo con la Prefettura per permettere l’accesso alla struttura al sindaco di Modena o a un suo delegato di fiducia. Una misura questa che finora non è prevista da nessuna legge dello Stato. L’unica disciplina degli accessi è prevista nella legge del 2014 che li autorizza per deputati, senatori, menbri del governo italiano o del parlamento europeo. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google