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«L’ho sentita urlare a lungo Ma non c’è stata alcuna lite»

«L’ho sentita urlare a lungo Ma non c’è stata alcuna lite»

La testimonianza della vicina svegliata all’alba dalle grida di dolore della donna «Lei non chiedeva aiuto, erano soltanto forti lamenti». L’incredulità del vicinato 

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MEDOLLA. «Mi sono svegliata di soprassalto. Quelle grida mi hanno svegliato e devo dire che erano davvero forti, penetranti per interrompermi il sonno che era piuttosto profondo a quell’ora. Era Nadia, era Nadia che gridava».

Poco prima delle 5 la vicina che ha la stanza da letto proprio sotto a quella di Pierluigi e di Nadia, è stata svegliata di soprassalto.

«Non gridava “aiuto, aiuto”, non pronunciava delle parole, non chiamava qualcuno a soccorrerla - spiega la vicina angosciata - erano solo grida, lunghe. Uno strazio. Sulle prime, ero ancora assonnata, ho pensato che fosse successo qualcosa a mia madre, mi sono alzata e ho controllato ma era tutto a posto. A questo punto ho avuto la certezza che le grida venissero dalla stanza di sopra, da quella dei miei vicini».

«Sentivo solo lei - spiega - non c’era un battibecco in atto, una situazione di un litigio, di lui che la picchia e lei che grida perché sta prendendo delle botte. Sentivo solo lei che urlava, si fermava un attimo, poi tornava ad urlare. Ed è andata avanti così per interminabili minuti. Poi ho sentito che è arrivata l'ambulanza, anzi più di una e che la strada, davanti alle nostre case, si era animata. Ho sentito più voci, erano quelle dei soccorritori, poi sono arrivati anche i carabinieri e allora ho capito che era successo qualcosa di altro, forse di violento, di davvero grave».

Anche la vicina conferma di non aver mai visto i due litigare. Nè tantomeno sentito, dalle finestre o dai muri confinanti, grida in casa in seguito a litigi. A detta dei vicini non era mai successo in tutto questo tempo e non era successo nemmeno durante l’alba tragica di ieri.

«Persone corrette, educate», sentenzia Franco Pivetti, che ieri si è preso cura del cane della coppia. «L’ho visto l’altro giorno che portava a spasso il cane. Mi ha salutato, mi ha chiesto come stavo. Ho capito che stava soffrendo, ma non immaginavo fino a questo punto», racconta un altro vicino, Enzo Solieri.

Scosso e sorpreso anche Michele Molinari: «Gli abito di fronte, persone garbate ed irreprensibili».

Pierluigi ieri ha lasciato il furgone bianco parcheggiato poco distante casa. Tutto in ordine in quel furgone, in ordine la casa e persino quella stanza da letto, come se non dovesse scatenarsi quella violenza “malata”.

«Mai avremmo pensato che si potesse arrivare a questo. Ora speriamo solo che Nadia ce la faccia...», dicono in coro i vicini.

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