Gazzetta di Modena

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porte aperte OGGI AD albareto. UNA LETTERA 

«Molini, un pezzo di storia della città»

«Molini, un pezzo di storia della città»

Giornata di apertura al pubblico oggi ai Molini industriali di strada Attiraglio 133, nei pressi di Albareto. L’appuntamento, organizzato dalla azienda privata con Italmopa Confindustria Modena,...

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Giornata di apertura al pubblico oggi ai Molini industriali di strada Attiraglio 133, nei pressi di Albareto. L’appuntamento, organizzato dalla azienda privata con Italmopa Confindustria Modena, permette la rara visita a uno dei più ampi luoghi d’Italia nei quali si produca la farina a livello industriale. Nell’area, oggi caratterizzata da una ventina di alti silos, sarà possibile visitare dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18 l’area cortiliva e gli ampi magazzini e comprendere come funziona questo luogo dove un mulino era già attivo nel ‘500. Ha confermato la sua presenza alla Conferenza e alla cerimonia di inaugurazione l'On. Paolo De Castro, Primo Vice Presidente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento Europeo, che poi proseguirà per l'apertura di Vinitaly

A sottolineare l’importanza dei molini abbiamo ricevuto la testimonianza della lettrice Alessandra Alberici.

«Ricordo che da bambina non vedevo l’ora che mi domandassero “Che lavoro fa il tuo papà?” per potere rispondere orgogliosa: “Lavora al Molino del Borgo”, certa di destare sempre un certo stupore. Chi era a conoscenza dell’esistenza di un mulino a Modena? Io sì e anche i miei compagni di classe con cui andai in visita. Mio padre ha lavorato per il Molino, come ragioniere, per 25 anni; parcheggiava la sua Fiat 500 decapottabile nel piazzale sul quale si affacciava la bottega di Nello, il fabbro. Al Molino del Borgo ha conosciuto mia madre che abitava a pochi passi lungo il canale. In quel borgo nasce la storia della mia famiglia. Ogni tanto papà mi portava con sé in ufficio, di sabato mattina, regalandomi il piacere di usare timbri e macchina da scrivere, mostrandomi come funziona la pesa e accompagnandomi a sbirciare nel cuore produttivo del molino. L’odore quasi profumo di quel luogo “nel cuore delle farine” è impresso nella mia memoria, autentica madelaine della mia infanzia». (s.l.)

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