«Serata pubblica di Libera rinviate la sentenza-Serra»
Singolare richiesta degli avvocati difensori per l’incontro patrocinato dal Comune La decisione dei giudici slitta comunque a dopo le elezioni. Testimonia la Fornari
SERRAMAZZONI. La sentenza del maxi processo sull'urbanistica di Serra deve slittare per “colpa” dell'incontro informativo sulle vicende giudiziarie di questi anni organizzato da Libera il 13 marzo col patrocinio del Comune. È stata questa la richiesta, ieri al termine della nuova udienza, delle difese degli imputati, a partire da Luca Scaglione (per l’ex sindaco Ralenti) e Roberto Ghini (per l’ex responsabile del Servizio tecnico Tagliazucchi). L'incontro, lo si ricorderà, aveva riscosso un'ottima presenza di pubblico e si era svolto alla presenza degli avvocati che hanno rappresentato, e continuano a rappresentare, il Comune quale parte civile nei vari processi.
«Il 10 giugno ci sono le elezioni a Serra - ha ricordato Scaglione - ora, cerco di depurare la cosa da ogni spunto polemico, ma il 13 marzo il Comune ha patrocinato un seminario sui processi senza invitare le difese. Non entro nel merito, ma ritengo opportuno che il Collegio valuti di rinviare la discussione del pm e delle altre parti e la sentenza a dopo il voto».
«È stata un’iniziativa profondamente inopportuna - ha ripreso Ghini - perché il Comune deve rimanere ente terzo, deve mantenere equilibrio prima della sentenza».
Di qui la richiesta di rinviare la sentenza prevista per l’8 giugno, proprio alla vigilia, nella convinzione che in qualche modo possa anch’essa turbare il clima. Richiesta a cui si sono opposte le parti civili: sia l’avvocato di Legambiente che Andrea Mattioli per il Comune: «Io c'ero a quell’incontro - ha detto - si parlò di tutti i processi, non solo di questo, e a semplice fine informativo. Il Comune era presente perché interessato da quelle vicende, peraltro vecchie. Oltretutto non mi risulta che ci siano candidati tra gli imputati rimasti».
L’ex assessore Sabina Fornari, infatti, ieri era presente solo in veste di teste per la difesa Ralenti, perché è già stata scagionata. Peraltro deve ancora sciogliere le riserve su una sua candidatura a sindaco o ad assessore/consigliere. È dubbio anche il fatto che si possa considerare il Comune quale ente super partes, proprio perché si è già costituito parte civile prendendo posizione tra l’accusa. E va detto anche che una sentenza prima del voto potrebbe essere ritenuta opportuno elemento informativo da fornire ai cittadini proprio per una piena presa di coscienza prima dell’espressione nel voto.
I giudici si sono riuniti per decidere, e alla fine hanno detto che «il Tribunale non può farsi carico di queste esigenze, ma il problema rappresentato dalle difese è superato dal fatto che ci sono ancora diversi testimoni da sentire e la sentenza comunque arriverà dopo le elezioni». Cioè il 13 luglio. Però è stata ammessa comunque la requisitoria del pm Claudia Natalini per l’8 giugno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
