Cna e la lumaca Cispadana «Dateci dei tempi certi»
L’associazione alza la voce: «La strada è un progetto indispensabile per l’area Noi siamo favorevoli a realizzarla, si decidano con quali modalità, ma va fatta»
MIRANDOLA. Che sia un’autostrada o una super o ancora una strada a scorrimento veloce, comoda e funzionale: poco importa a Cna, purché la Cispadana venga realizzata, garantendo un collegamento rapido alle imprese della Bassa. L’associazione, ricordando i passaggi più significativi degli ultimi 32 anni (il progetto preliminare del 1986 sul corridoio stradale Cispadano; la pubblicazione, lo scorso 25 luglio, del Decreto di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente; la pubblicazione del 9 settembre in Gazzetta Ufficiale dell’estratto del provvedimento relativo al progetto di realizzazione dell'Autostrada Regionale Cispadana dal casello di Reggiolo-Rolo sulla A22 al casello di Ferrara Sud sulla A13) chiede una svolta.
«Cna Emilia Romagna - si legge in una nota - non può che esprimersi favorevolmente rispetto gli obiettivi dell’infrastruttura: rivitalizzare economicamente un’area della nostra regione che soffre storicamente per la mancanza di collegamenti rapidi e agevoli e incrementare l’attrattività insediativa delle aree produttive. La Cispadana nei suoi disegni progettuali nasce infatti per favorire il collegamento diretto tra i territori delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara (per la tratta Reggiolo-Ferrara occorrerebbe la metà del tempo) e il completamento del corridoio est-ovest con il mare Adriatico oltre che avere ricadute positive sul traffico nei centri abitati (si stimano 11.000 mezzi pesanti in meno nei centri cittadini). Sono 67 chilometri che continuano a fare discutere. Ma non Cna, le cui posizioni favorevoli sono già state espresse in passato e vengono ribadite oggi anche dai territori più direttamente coinvolti».
«In tutti questi anni - sostiene Davide Bellotti, presidente Cna Ferrara - abbiamo sollecitato, con fermezza e coerenza, la realizzazione della Cispadana ma giunti a questo punto vorremmo avere chiarezza sui tempi».
«Cna Reggio Emilia si è sempre schierata a favore di un’arteria di collegamento necessaria in un’ottica di Area Vasta che comprende l’Emilia e la Bassa Lombardia - aggiunge il reggiano Giorgio Lugli - È tempo di concretizzare un progetto che da troppo tempo subisce ritardi incomprensibili che penalizzano l’economia e le comunità dei territori coinvolti».
«Siamo convinti dell’utilità dell’opera - afferma Paolo Giuffredi, presidente territoriale Cna Parma - Riteniamo tuttavia che questo progetto non possa prescindere dal completamento di un altro asse strategico, quello della Tirreno-Brennero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
