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Fondi internazionali votano a favore dell’attuale dirigenza

di Stefano Turcato
Fondi internazionali votano a favore dell’attuale dirigenza

Elezioni scontate ma oltre il 4% dei grandi investitori si è espresso per l’attuale management e non per la lista di Assogestioni che li rappresentava. Provocazioni di Samorì non raccolte da Vandelli 

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Forse il dato più significativo dell’assemblea di Bper Banca, ieri a Modena Fiere, viene da quel 4% abbondante di azioni dei grandi Fondi internazionali che non ha portato voti alla lista di Assogestioni che li rappresentava ma alla lista espressa dal Cda uscente.

Un riconoscimento significativo per l’attuale dirigenza, un segnale di fiducia importante, incoraggiante per il lavoro impegnativo che attende l’Ad Vandelli e il nuovo Consiglio di amministrazione uscito dalle elezioni, scontatissime, di ieri.

La composizione del nuovo Cda, rinnovato per nove quindicesimi e che resterà in carica per tre anni, era nota da tempo, dati i presupposti elettorali, come era noto che l’avvocato Samorì sarebbe intervenuto sul palco per ribadire le proprie critiche alle gestioni degli anni lasciati alle spalle. Critiche che in passato si sono rivelate a volte fondate, fino a rivelarsi stimolanti per la dirigenza della banca, ma che ieri hanno dato l’impressione di essere eccessive, e non sempre convincenti, quanto meno nei passaggi in cui Samorì ha preconizzato ancora pochi mesi all’Ad Vandelli alla guida dell’istituto. Motivo: le presunte pressioni in questo senso di un socio importante quale Unipol. Vandelli giustamente non ha raccolto le provocazioni e con poche parole di replica ha raccolto l’applauso spontaneo di gran parte dei presenti in assemblea. L’amministratore delegato ha però voluto precisare su un punto basilare, smentendo quanto affermato da Samorì: «La raccolta diretta nel 2017 non è calata - ha detto l’Ad - ma è aumentata del 2,5%, anche senza considerare Carife, mentre è vero che dobbiamo lavorare sull’efficientamento e sui costi».

Non si può negare che il Gruppo Unipol con il 10 per cento circa di azioni abbia assunto un ruolo importante, al punto da avere richiesto espressamente un rinnovamento consistente nel Cda, sia pure rinunciando ad avere un proprio rappresentante, come invece accaduto lo scorso anno. E in questo ambito si può collocare anche la scelta di Pietro Ferrari come prossimo presidente. Ma che Unipol possa essere diventata determinante, fino a insidiare la solidità della posizione di Vandelli, pare sinceramente esagerato.

Semmai da una parte c’è un dato confortante dell’assemblea, determinato dal 45% del capitale rappresentato ieri dai presenti a Modena Fiere, mentre l’anno scorso ci si era fermati al 41% circa. Dall’altra parte i soci presenti, compresi quelli piccoli o medi, se così si possono definire, sono tutti concordi nell’esprimersi negativamente sul valore delle azioni, ora a 4,73 euro, giudicato all’unanimità troppo basso e deludente. Vandelli e il prossimo presidente Ferrari sanno benissimo che, oltre a incrementare la solidità patrimoniale della banca e a esaudire le richieste dei regolatori riguardo i crediti deteriorati, oltre a diminuire i costi e migliorare sempre più l’efficienza di ogni aspetto organizzativo di Bper, saranno sempre più chiamati dai soci a rendere più remunerative le azioni detenute.

Per il resto Vandelli ha voluto, con ragione, evidenziare la fiducia nel management espressa da alcuni grandi investitori che hanno votato la lista 1 e in una certa misura anche questo elemento va a smentire quanto sostenuto dall’avvocato Samorì sul peso crescente di Unipol nelle scelte strategiche. Per questo l’amministratore delegato ha anche sottolineato gli ottimi rapporti curati da tempo dalla banca con tanti Fondi di investimento.

Vandelli ha poi ribadito che per ora l’impegno prioritario riguarda le operazioni sui crediti deteriorati: solo alla fine del 2018 si potranno prendere più seriamente in considerazione le aggregazioni possibili.

Si è parlato anche del nuovo Piano industriale che Bper sta preparando: «Vorremmo arrivare alla sua approvazione nei prossimi mesi, probabilmente a settembre, ci lavoreremo intensamente - ha detto Vandelli - Gli obiettivi del Piano riguardano la conferma della notevole solidità patrimoniale della banca, la redditività e profittabilità, l'efficientamento dei costi». Va ricordato che l’assemblea, oltre a rinnovare il Cda, ha anche approvato, con il 94,065% dei voti espressi, corrispondenti al 42,241% del capitale sociale complessivo, il bilancio individuale dell'esercizio 2017 e la distribuzione di utili di esercizio pari a 52.943.927,85, con la distribuzione di un dividendo di 11 centesimi per azione. L'utile è stato pari a 176,4 milioni a fronte dei 14,3 milioni dell’annata 2016.

Una notizia emersa durante l’assemblea riguarda il presidente uscente Luigi Odorici, per il quale si sta prospettando un altro importante incarico nell’ambito del Gruppo Bper.

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