I soci sono tutti d’accordo: «Le azioni valgono poco»
È la convinzione che accomuna tutti quelli che hanno preso parte all’assemblea Dal palco interventi in prevalenza favorevoli alle attuali scelte di governance
Sono stati numerosi gli interventi dei soci dal palco dell’assemblea di Bper. Tra gli altri ha parlato Alberto Pirone, membro del Cda di Clarity, società attiva nella consulenza e forniture di servizi, che ha ringraziato Bper Banca «per l’appoggio che ha dato nell’accorpare i fatturati di studi professionali nell’ambito delle consulenze amministrative. Chiedo quindi alla banca - ha detto Pirone - di continuare a supportarci dandoci consulenza corporate per aumentare la confidenza della clientela e aprirci a nuove aree».
È poi intervenuto Giuseppe Cordedda, della coop sarda Copsa, che ha espresso la propria approvazione riguardo il bilancio e i risultati economici presentati. In aggiunta, rispondendo a quanto aveva affermato Gianpiero Samorì nel suo intervento, Cordedda ha tenuto a richiamare come «i rapporti con Unipol siano saldi e vadano mantenuti per il bene futuro della banca».
Critico invece l’intervento del prof. Giorgio Trenti che ha affermato come «la discrepanza tra il valore di Borsa e il valore di bilancio sia sintomo di un malessere della banca e di un mancato riconoscimento del mercato». Secondo Trenti il dividendo di 0,11 centesimi è stato giudicato «insufficiente a fronte dei 48 centesimi distribuiti 10 anni fa e sintomo, anche questo, della cattiva gestione negli anni da parte della dirigenza».
Abbiamo intervistato numerosi soci tra quelli presenti in assemblea, tutti accomunati da una sola convinzione: lo scarso valore di mercato a cui è sceso il titolo Bper, ora a 4,73 euro alla Borsa di Milano.
Fra quelli intervistati ne portiamo ad esempio alcuni come Alessandro Lenzini, imprenditore, che ha affermato come la quotazione sia «sintomo della crisi generale del settore bancario in questi anni». Tuttavia, continua Lenzini, «le prospettive offerte dal Cda uscente e dall’Ad Vandelli fanno sperare in un maggiore riconoscimento dal mercato».
Per Luigi Borettini, pensionato, «il dividendo e la quotazione sono in linea con i rendimenti di mercato del settore. Un settore, quello bancario, che ha sofferto molto e che si spera recuperi redditività nei prossimi mesi. Spero che Bper torni a investire maggiormente sul territorio aiutando le imprese a muoversi in un contesto di mercati sempre più internazionalizzati». Per Bruno Taroli, imprenditore, «l’andamento non soddisfacente del titolo è dato sicuramente dal contesto di mercato. Quando sarà passata questa fase di tensione su settore bancario, mi aspetto un maggiore riconoscimento del valore vero del patrimonio della banca e quindi un relativo aumento delle quotazioni. Ho trovato valide le prospettive offerte dal Cda uscente e auspico - conclude Taroli - che il nuovo Cda mantenga la linea di solidità patrimoniale e legame con il territorio tipiche di Bper».
Andrea Ancarani
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