Modena, l'atelier del M5S: Seduti in cerchio
Un po’ autocoscienza, un po’ terapia di gruppo: seduti in cerchio, a presentarsi con il proprio nome e le proprie sofferenze o speranze, come magari abbiamo visto in film e telefilm, a volte...
Un po’ autocoscienza, un po’ terapia di gruppo: seduti in cerchio, a presentarsi con il proprio nome e le proprie sofferenze o speranze, come magari abbiamo visto in film e telefilm, a volte drammatici a volte anche comici. La foto del primo incontro che il M5S ha organizzato a Modena per costruire insieme alla sua base il programma con cui tenterà di conquistare fra un anno il Comune di Modena è questa.
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E non è liquidabile da nessuno con accenti ironici, né con il distacco miope e snobista di chi ancora non realizza la capacità attrattiva del movimento (o partito che di fatto sia o in cui si stia comunque trasformando). Che poi a un rapido consulto la maggior parte dei convenuti aggiunga ad anagrafe, condizione familiare e professione anche la testimonianza di un passato di elettore di sinistra o dintorni unito a un presente di delusione e smarrimento, è un primo sintomo. Come chiosava Carl Gustav Jung “si presume generalmente che il medico curante debba avere una linea di condotta. Ma, specialmente per la psicoterapia, è consigliabile che il medico non si prefigga una meta troppo precisa. È difficile che egli sappia, meglio della natura e della volontà di vivere della persona malata, ciò che è necessario”. E infatti i grillini modenesi si affidano e per ora si limitano alla strategia dell’attenzione. Che muove dall’ascolto, interessato: a cogliere umori e suggerimenti oggi, consenso domani. Oh, certo: anche le altre forze politiche non lesinano assemblee qua e là, cercano di riavviare un discorso troppo spesso interrotto causa le fatiche e la responsabilità del governo locale che non lasciano tempo e deviano lo sguardo. Ma chiedere ai cittadini di esprimere idee per contribuire a un progetto politico, calcolata tutta la tara che volete della demagogia e della furbizia, è altro. O altro può risultare, pur sapendo che con lo spontaneismo e l’improvvisazione non si governa, a chi sta seduto in un cerchio: magari ingenuo, imperfetto o approssimativo, ma comunque diverso da quelli magici in cui non si entra se non per cooptazione o antica frequentazione di qualche stanza chiusa ai più.
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