Via San Pietro, il Comune rischia cause per milioni
Lo spazio, vuoto da ormai nove anni, è una minaccia per le casse pubbliche I proprietari del palazzo abbattuto vennero espropriati con cifre molto basse
Uno spazio vuoto da nove anni, che rischia di diventare un buco nero in grado di inghiottire una buona parte di quanto il Comune ha fatto per risanare i conti pubblici. Dove fino a giugno 2009 c’era il fatiscente condominio di via San Pietro, al momento c’è un piazzale di asfalto sbrecciato ed erba incolta. La giunta di Graziano Pattuzzi arrivò dopo un lavoro lungo quasi due anni e un paio di milioni di euro spesi, all’abbattimento del palazzaccio per ragioni di sicurezza e di pubblica utilità. Avrebbe dovuto sorgere in quest’area la nuova sede della polizia municipale e della Croce Rossa, ma non c’è ancora nulla. L’altra sera il sindaco Claudio Pistoni ha chiarito ai cittadini in un incontro pubblico i rischi di questo progetto ancora monco dopo quasi dieci anni.
«La giunta Caselli arrivò a pubblicare la gara di appalto e assegnare l’incarico a un costruttore. Solo che i soldi per realizzare l’opera non c’erano. Quindi l’appalto venne ritirato, esponendosi prima di tutto a una penale che il costruttore tuttora reclama, per la cifra di 700 milioni».
Per questa cifra si andrà comunque a trattativa e qualche centinaio di migliaia di euro dovrà uscire dalle casse, auspicabilmente meno della richiesta, o magari si troverà l’accordo per convogliare le cifre dovute in un altro appalto. Ma non è neanche il problema più grave.
«L'abbattimento poteva avvenire solo per ragioni di pubblica utilità, cioè per destinare l’area a una struttura necessaria per il Comune. Per questo era stato elaborato un progetto che avrebbe dovuto assegnare sedi alla polizia municipale e alla Croce rossa. Dopo nove anni non c’è ancora niente ma il tempo stringe. Entro il 2019 un progetto deve esistere perché altrimenti venendo meno il criterio della pubblica utilità, tutti gli ex proprietari del condominio di via San Pietro potranno fare ricorso per l’esproprio immotivato e richiedere un risarcimento al Comune. Questo fra l’altro danneggia anche il nostro piano di una sede comunale unica che servirebbe a ulteriori contenimenti di costi. Ma una scelta va fatta».
Considerando che i proprietari degli appartamenti, che vennero espropriati pagando cifre molto al di sotto delle tariffe di mercato, erano alcune decine, il Comune è tuttora esposto a cause per milioni di euro.
Ci sono già stati fra l’altro ricorsi da parte di qualche titolare di quegli appartamenti e le decisioni non sono state sempre univoche a favore dell’amministrazione. Lasciare lo spazio vuoto esporrebbe il Municipio a dover prevedere risarcimenti, quasi certamente. La vicenda di via San Pietro insomma non smette di pesare sui conti comunali e sui sonni tranquilli degli amministratori.
Il progetto delle due palazzine per polizia municipale e Croce Rossa, subì infinite revisioni e modifiche.
A un certo punto, per risparmiare, diventò il disegno di una sola palazzina a due piani, con modifica anche del piano urbanistico che inizialmente prevedeva una strada in più. Poi si pensò anche di realizzare qui una scuola media, dopo che le regole ministeriali assegnarono quattro scuole a Sassuolo che ne aveva solo tre. Ma anche questo piano fallì e la quarta scuola non venne realizzata a Braida, che ancora ne sconta l’assenza, ma tagliando in due il palazzo delle scuole Cavedoni (dove infatti ci sono due scuole medie differenti, Cavedoni e Parco Ducale).
Ma il problema principale rimase quello dei soldi che non c’erano. Tutti i progetti vennero fatti al buio, senza consapevolezza delle disponibilità economiche che poi intorno al 2011 e 2012, con il crack di Sgp, finirono sotto zero. L’appalto era già assegnato ma non c’era un euro per pagare, ne mancavano anche per la piscina e per Villa Giacobazzi, figuriamoci per una nuova palazzina da 4 milioni. Quindi tutto venne azzerato sperando nel gentlemen agreement con il costruttore. Che ancora sta aspettando, comportandosi quindi con una certa correttezza. Ma non lo farà all'infinito, come del resto gli espropriati, alcuni dei quali avevano mutui in essere e si sono ritrovati con macerie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
