«Abbiamo sempre sperato d’arrivare a questo momento»
«Se vuoi bene a Gesù vuoi bene a tutti ci diceva sempre Rolando». Queste sono le parole pronunciate da Alfonsino Rivi, cugino del seminarista beato, alla fine della funzione religiosa. Una funzione...
«Se vuoi bene a Gesù vuoi bene a tutti ci diceva sempre Rolando».
Queste sono le parole pronunciate da Alfonsino Rivi, cugino del seminarista beato, alla fine della funzione religiosa. Una funzione che ha toccato moltissimi cuori. Non soltanto perché quella di ieri è stata una data storica, ma perché si è trattato di un momento di sincera riappacificazione dopo le atrocità avvenute nei decenni passati.
Fra lacrime di commozioneAlfonsino Rivi ha abbracciato Meris Corghi e ha sottolineato che grazie alla richiesta di perdono le due famiglie si sono riconciliate.
«Abbiamo sempre sperato di arrivare a questa giornata dedicata al perdono - ha detto Alfonsino - per quello che è successo 73 anni fa e penso che Rolando abbia avuto un ruolo per favorire questo momento così importante per noi».
Alfonsino è uno dei pochi ancora in vita che ha potuto conoscere direttamente Rolando.
A quel tempo i ragazzi amavano giocare soprattutto a pallone e in molti raccontano che una caratteristica di Rolando era quella di organizzare delle partite molto combattute e alla fine tutti i giocatori andavano a dottrina.
Tutti lo ricordano attaccato alla fede e alla passione per le parole di Gesù che prendeva come esempio in ogni momento della sua vita. Quella fede alla quale è stato profondamente devoto, fino alla fine. Fino a quando, cioè, è stato catturato dai partigiani che lo sequestrarono, gli tolsero la talare e lo torturarono. Rimase tre giorni loro prigioniero, subendo offese e violenze; poi, il 13 aprile del 1945 lo condannarono a morte.
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