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Il vescovo: «Il Guernica taceva»

Il vescovo: «Il Guernica taceva»

Ex Cavour, Castellucci: «Disponibili al tavolo ma gli occupanti non ci risposero»

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«Purtroppo alla reiterata disponibilità della diocesi non ha fatto riscontro nessuna risposta da parte degli occupanti e non è stato quindi attivato alcun tavolo». Con queste poche pacate parole l’arcivescovo di Modena monsignor Erio Castellucci ieri ha descritto il passaggio cruciale che ha portato venerdì scorso allo sgombero con le forze di polizia (ma senza alcun incidente) dell’ex Cinema Cavour occupato da quattro mesi dagli autonomi del Guernica. Il vescovo lo ha scritto in un articolo-editoriale su “Nostro Tempo” allegato ieri ad “Avvenire”. Un trafiletto nel quale ha espresso la sua totale disponibilità al dialogo sule idee e le pratiche da mettere in campo non verso gli edifici inutilizzati ma soprattutto per le politiche rivolte ai poveri e a tutti coloro che vivono nel disagio.

Per questo il vescovo inizia l’articolo ricordando per la terza volta che l’ex cinema era destinato, «grazie alla Fondazione Auxilium, a diventare una seconda sede per la mensa Ghirlandina a servizio della città e dei poveri». Ecco perché era stato attivato l’iter per la nuova destinazione a fini sociali, una volta constatato che il vecchio cinema non era più utilizzabile in quanto non più a norma.

«La diocesi - aggiunge il vescovo - del resto promuove da sempre, con i propri mezzi, la sensibilizzazione della città all’uso degli spazi sfitti e inutilizzati e continuerà ad andare incontro alle necessità emergenti, secondo le proprie risorse, svolgendo in tal modo anche un compito di sostegno, supplenza e cordiale collaborazione nei confronti della società civile e della pubblica amministrazione». In questo ambito il vescovo ricorda la ricerca di un dialogo costante «con tutti quei soggetti sociali che possono offrire un contributo di idee e collaborazioni pratiche». Compresi gli occupanti. Che però non hanno risposto, scrive il vescovo.

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