Olmone, il palazzo si fa in quattro
San Felice. Distrutto dopo il sisma le famiglie delocalizzate in nuovi edifici
SAN FELICE. Una cerimonia simbolica per la posa della prima pietra del condominio “ex Olmone” è quella che si è tenuta in via Tassi, dove il palazzo fortemente danneggiato a seguito del sisma del 2012, poi abbattuto in via Collodi, è stato delocalizzato e al suo posto sorgeranno quattro palazzine antisismiche composte da 25 unità abitative in cui troveranno spazio una ventina di famiglie e alcuni uffici. Il cantiere, in piena attività già da una settimana, è stato allestito dall’impresa CG2 Costruzioni Generali di Modena e sarà ultimato entro dicembre 2019. Presenti oltre al sindaco Alberto Silvestri, anche il vice Giovanni Giovanelli e Alessandro Bernardini, ingegnere progettista dello studio omonimo di Firenze. L’attuazione del nuovo plesso immobiliare è stata possibile grazie alla Cambiale Errani di 4,8 milioni ottenuta tramite l’ordinanza regionale 33/2014. L’operazione si è realizzata a seguito dell’acquisizione, al patrimonio pubblico, del terreno di via Collodi da parte del Comune, e conseguente urbanizzazione per il nuovo comparto di via Tassi. Non senza qualche polemica, però. Perché diverse famiglie che occupavano il vecchio palazzo, molte delle quali straniere, si erano già stabilite all’estero o altrove. Come ha in parte confermato anche Paola Dall’Oglio, amministratrice del condominio per conto dello studio Pellacani: «Diverse famiglie sono del paese e rientreranno nelle palazzine entro il 2019 quando saranno finiti i lavori, mentre altre che si sono spostate ad abitare a Brescia non si sa se torneranno…». Quanto ai condomini presenti alla posa della prima pietra, posta simbolicamente da un operaio al lavoro, alcuni di loro hanno espresso gratitudine verso le istituzioni. «Abitavo nell’ex Olmone, e dopo che il terremoto lo ha reso inagibile, sono stato prima da alcuni parenti a Nonantola, poi 8 mesi al parco del Navile a Bologna e infine qui a San Felice in una casa messa a disposizione dal Comune - dice Giuseppe Azzolini, 73enne sanfeliciano - sono felice di tornare a vivere nelle nuove palazzine di via Tassi con mia moglie Ernestina, soprattutto dopo quanto successo nel vecchio condominio abbandonato: gli sciacalli sono entrati e ci hanno rubato tv e computer». «Abbiamo aspettato 6 anni ma le istituzioni hanno lavorato bene e ci sono state vicine senza abbandonarci - confermano Francesco Ventriglia, 55 anni, e la moglie Concetta Granata, 51, anche loro condomini dell’ ex Olmone - a sei mesi dal sisma c’è stata data una casa in fitto e l’assistenza e i rimborsi da parte del Comune, ad oggi, non sono mai mancati».
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