Prove di dialogo per una sinistra “pop”
Sessanta persone e alcuni politici si raccontano: «Cosa siamo disposti a dare di noi?». Messori: «Vince chi dà speranza»
Qualcosa in comune con la riunione dei Cinque Stelle c’è, e a pensarci bene il fatto potrebbe anche non essere così negativo per il Pd modenese.
Del resto, in campo non c’era esattamente il Pd, ma solo una parte (sinistra), insieme ad alcuni esponenti delle liste civiche e dell’associazionismo ambientalista, e soprattutto a cittadini senza tessera di partito, che sono venuti ad ascoltare per costruire qualcosa insieme. Un evento “pop”, come del resto ricordava il titolo dell’iniziativa, dedicata a “Politica, opinioni e partecipazione”, un modo per ripartire dalla politica dopo le elezioni che hanno sancito la sconfitta per tutta la sinistra.
Un primo appuntamento che sabato scorso, al circolo “Artigiani della vita” di via Scanaroli, ha messo di fronte sessanta persone: niente insegne di partito, però, perché l’obiettivo era andare oltre il Pd - anche se il promotore è il consigliere regionale Dem Luca Sabattini - per guardare in faccia un “pezzo” della società civile e ripartire dopo il 4 marzo. Così - in un contesto non troppo diverso da quello che giovedì sera ha visto il M5S riunirsi in via Giardini per lanciare la costruzione del programma - nel nuovo circolo culturale nato da una falegnameria a due passi dalla stazione Modena Policlinico, sessanta persone si sono trovate per chiedersi se… c’è ancora vita a sinistra.
Ma al centro del dibattito ci sono stati ovviamente anche i Cinque stelle, che hanno quasi doppiato il Pd alle politiche: «La riflessione potrebbe partire dalla “mia” Sassuolo - ha detto l’assessore all’Urbanistica Pasquale Del Neso - noi avevamo De Vincenti come candidato, ma ogni volta che ci incontravamo per la campagna eravamo in pochi. Poi è arrivato Di Battista, che ha riempito piazza Piccola: ora, al di là del personaggio, il Movimento Cinque Stelle ha avuto un’indubbia capacità di far partecipare le persone, capacità che a noi è mancata. Noi dobbiamo fare questo, aprire alle persone, al di là del partito e dei movimenti».
La palla è poi passata al consigliere regionale Sabattini: «Sono Luca - si è presentato - in questa fase della mia vita faccio il dirigente politico, e sono tra gli organizzatori di questa iniziativa. Lo scopo di questo incontro però non è tanto quello di fare degli “editoriali” su quello che è successo, ma capire cosa ci ha lasciato quello che è avvenuto. Prima di darci delle risposte, dobbiamo capire quali sono le domande da farci e su cosa saremo disposti a mettere un pezzo di noi».
Perché l’elemento principale emerso dall’incontro di via Scanaroli è questo: della politica, oggi, c’è ancora bisogno. «Quando mi hanno detto di questo appuntamento sono stato molto contento - ha detto Domenico Carvelli, falegname e uno dei fondatori del circolo - signori, bisogna che ci diciamo le cose come stanno: qui non si è più parlato di politica, ma la politica è vita. Andiamo a vedere chi eravamo e cominciamo da lì». In sala c’erano anche diversi amministratori, dall’assessore modenese allo Sport Giulio Guerzoni al suo omologo a Castelfranco Leonardo Pastore, dal sindaco di Bastiglia Francesca Silvestri al primo cittadino di Soliera Roberto Solomita, dal vicesindaco di Fiorano Marco Biagini all’assessore di Formigine Giorgia Bartoli, ma anche il consigliere modenese del gruppo Mdp-Per me Marco Chincarini e il presidente della Consulta per l’Ambiente Emilio Salemme.
Ma i protagonisti, appunto, sono stati i rappresentanti della società civile: «I partiti che hanno preso più voti - ha detto Filippo Messori, presidente dell’associazione Taxi Modena - sono quelli che danno una speranza e una ipotetica soluzione ai problemi reali. Il problema della politica, però, è che siamo divisi tra chi dice che va tutto bene e chi vorrebbe uccidere tutti: per fare un esempio, ai Parioli si può dire che l’immigrazione non è un problema, ma alla Sacca no, perché la gente in certe condizioni non può capire, e allora si finisce per votare Salvini. Il 4 marzo ha vinto un partito che è un’agenzia interinale fatta partito, ma evidentemente il M5S è riuscito a dare una speranza».
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