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Regione, via al cantiere per giovani

Regione, via al cantiere per giovani

Strategia e iniziative per creare opportunità nell’ambito del Patto per il lavoro

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La Regione Emilia-Romagna promuove, all’interno del Patto per il lavoro sottoscritto con le parti sociali nel luglio 2015, il “Patto per i Giovani”, per condividere una strategia di sviluppo che possa creare opportunità ampie e diversificate per le giovani generazioni, sostenendole nella ricerca di esperienze di lavoro di qualità, accompagnando nell’avvio di progetti imprenditoriali e di lavoro autonomo, agevolando esperienze formative anche all’estero, incentivando a costruire il proprio futuro in Emilia Romagna.

Prende così il via il cantiere sui giovani, obiettivo fortemente condiviso da tutti i firmatari del Patto: sindacati, imprese, enti locali, università, associazioni del Terzo settore. Tre le linee di intervento proposte dalla Regione e su cui ora si dovrà lavorare insieme: istruzione, formazione e placement; creazione d’impresa, lavoro autonomo e spazi condivisi; partecipazione e cittadinanza attiva, cultura e creatività. «La Regione delle opportunità, questo il nostro obiettivo, insieme ai soggetti del Patto per il Lavoro, perché ogni giovane possa trovare nella regione lo spazio per crescere e per costruire il proprio futuro», ha detto l’assessore regionale al lavoro Patrizio Bianchi.

A inizio 2017 in Emilia Romagna erano 844mila le persone tra i 15-34 anni, il 18,9% della popolazione regionale. In una regione in cui nel 2017, per il quarto anno consecutivo, si conferma la tendenza all’incremento dell’occupazione e le dinamiche del mercato del lavoro (la disoccupazione è scesa dal 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015, al 6,4% di fine 2017) si sono sviluppate in un contesto di significativa crescita del Pil regionale, migliorano anche i tassi di istruzione e gli indicatori del mercato del lavoro tra i giovani residenti in Emilia-Romagna.

I giovani emiliano-romagnoli evidenziano in media livelli di scolarizzazione in crescita e spesso al di sopra della media italiana, anche se non ancora ai livelli europei. Cala l’abbandono scolastico (cioè i giovani tra i 18 e i 24 anni con al più la licenza media che non frequenta corsi scolastici o svolge attività formative): in regione è all’11,3% (era al 15,1% nel 2008) mentre la media italiana è al 15,1.

Nel 2016 i giovani di 30-34 anni con istruzione terziaria sono il 29,6% (era al 22% nel 2008), un dato superiore alla media nazionale (26,2%) e a quella del Nord Est (28,9%). Le donne risultano mediamente più istruite degli uomini: nel 2016 a fronte di una quota di giovani laureati del 24,1%, le donne con istruzione terziaria rappresentano il 35,1%.

I tassi di disoccupazione giovanile, cresciuti in modo significativo negli anni della crisi, dal 2015 risultano in calo in Emilia-Romagna con riferimento a tutte le classi di età. Nel 2017 su 29.090 posizioni di lavoro dipendente create in regione, 11.035 hanno riguardato giovani under 30 (il 37,9% del totale). Rispetto al 2016 sono in netta accelerazione.

Ecco le tre linee di intervento della Regione. Per quanto riguarda istruzione, formazione e placement, gli ambiti da sviluppare sono formazione secondaria superiore, Formazione post diploma e formazione terziaria, Alte competenze, ricerca, placement per giovani laureati, il rientro dei giovani che lavorano all’estero e i corsi professionalizzanti.

Nell’ambito della creazione d’impresa, lavoro autonomo, spazi condivisi si lavorerà sugli strumenti per la creazione d’impresa, la rete dei luoghi di aggregazione (spazi, coworking, fablab), i servizi integrati presenti nella rete degli Informagiovani, l’Associazione Giovani Artisti Emilia-Romagna e il sostegno al primo insediamento dei giovani agricoltori.

Per la partecipazione e la cittadinanza attiva, cultura e creatività si pensa al sistema YoungERcard, agli spazi di condivisione dentro le residenze universitarie ER.GO, agli spazi di aggregazione giovanile, laboratori aperti e rigenerazione urbana, agli ammortizzatori per giovani creativi, al servizio civile, associazionismo e terzo settore.

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