Storica stretta di mano tra le due famiglie
Commovente cerimonia alla pieve di San Valentino con il vescovo. Presente anche il sindaco Pistoni
Il 73° anniversario del martirio del Beato Rolando Rivi passerà sicuramente alla storia. Per la prima volta c’è stata una riconciliazione per quell’evento gravissimo di sangue commesso il 13 aprile 1945.
Quella di ieri rimarrà una data importante perché la figlia del comandante partigiano che ha sparato al giovane seminarista, Meris Corghi, ha chiesto perdono per l’uccisione di un ragazzo che aveva deciso di rimanere fedele a Cristo fino al martirio. Un abbraccio che ha scritto una pagina di storia quello fra Meris e Rosanna Rivi, sorella del seminarista. Due famiglie si sono riconciliate dopo oltre 70 anni e il perdono ha avuto la meglio. La messa è stata celebrata dal vescovo di Reggio Massimo Camisasca che nell’omelia ha sottolineato l’importanza di andare contro le ideologie che rinnegano Dio e la fede. «Per questo ogni cristiano deve impegnarsi e lottare e non va mai dimenticato che negli anni fra il 1944 e 1946 sono stati ben 11 i parroci uccisi nelle rappresaglie fatte sia dai tedeschi sia dai partigiani». Per il vescovo il messaggio di Gesù: “pace a voi”, letto dal Vangelo di Luca che è stato al centro della messa, è sicuramente molto importante «per poter avere un mondo migliore - ha detto - e lontano dalla malvagità». Così come il fatto che molto spesso vengono compiuti gesti negativi senza nessun senso e il perdono può essere la soluzione per poter superare i momenti peggiori. Ed è quello che è accaduto ieri.
Ogni angolo dell’antica pieve era stracolmo di fedeli. C’è stato anche chi, prima della funzione religiosa, si è spinto, forzando i cordoni, fino alla tomba del beato che si trova sotto l’altare per poter pronunciare una preghiera o per farsi il segno della croce per poi tornare indietro soddisfatto. Nonostante il maltempo e la pioggia caduta per tutta la giornata molte persone hanno assistito alla celebrazione anche all’esterno della chiesa. La messa è stata celebrata dal vescovo e dai parroci di Castellarano, nel Reggiano: don Vittorio Trevisi e padre Antonio Maffucci. Fra i rappresentanti istituzionali presenti c’erano il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni e il primo cittadino di Castellarano Giorgio Zanni. Non va dimenticato che a Rolando Rivi è stato dedicato, nel sassolese, l’ingresso della traversa sul Secchia e che a San Valentino di Castellarano c’è la piazza delle opere parrocchiali che porta il suo nome. Altra novità: il santuario della chiesa di San Valentino sarà dedicato al martirio del beato Rolando Rivi. Una proposta, questa, avanzata dall’associazione “Amici di Rivi”. L’edificio religioso oltre a essere dedicata a San Valentino ed Eucladio, quindi, sarà anche santuario dedicato al martirio del beato Rolando Rivi che fra quelle navate venne battezzato. Il suo corpo giace sotto l'altare principale e il 29 maggio, giorno scelto per ricordarlo come beato, le sue spoglie saranno esposte pubblicamente.
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