Civici: «Episodio gravissimo» Il sindaco: «Siamo preoccupati»
SAN CESARIO. C’è molta preoccupazione nell’ambiente politico per l’incendio al frantoio Donnini. «Un fatto che ha creato grande apprensione - sottolinea la neo lista civica “Rinascita locale” - Se...
SAN CESARIO. C’è molta preoccupazione nell’ambiente politico per l’incendio al frantoio Donnini.
«Un fatto che ha creato grande apprensione - sottolinea la neo lista civica “Rinascita locale” - Se fosse confermata la dolosità rappresenterebbe un precedente gravissimo per San Cesario. Esprimendo la solidarietà ai lavoratori colpiti, rinnoviamo la massima fiducia negli inquirenti. Tenendo conto dei gravi problemi ambientali del paese (puzza di marcio e bitume, notevoli quantità di amianto degradato non bonificato, polvere di vetro) sottolineiamo come le attività estrattive delle cave se da un lato in passato possono essere state considerate esclusivamente una risorsa, oggi vengono vissute come un impoverimento imperdonabile di un prezioso territorio. Inoltre l’enorme mole di denaro che vi ruota attorno è potenzialmente un ricettacolo di traffici più o meno legali, che richiede un monitoraggio continuo e meticoloso da parte degli enti preposti. E riteniamo che la risposta in prima battuta dell’amministrazione sia stata insufficiente». Amministrazione che ieri è poi di nuovo intervenuta: «Siamo preoccupati - spiega il sindaco Gozzoli - per un episodio, che non deve essere sottovalutato. Se la natura dolosa dell’incendio venisse confermata, chiediamo che venga fatta piena luce per verificare che non si tratti di un “reato spia” di fatti più gravi come traffici illeciti o estorsioni». È intenzione del sindaco e del centrosinistra convocare il “Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”, idea condivisa anche da Christian Mattioli Bertacchini, segretario del Pd di San Cesario.
Luciano Rosi, capogruppo di centrodestra, sottolinea che «da qualche tempo stanno arrivando segnali di indecifrabile inquietudine, come frequentazioni dubbie e furti nelle aziende che hanno la connotazione di ritorsioni» e che «la delinquenza si sta radicando nel territorio produttivo emiliano». Cristina Girotti, Lega, parla di «veri e propri atti intimidatori aventi i connotati tipici degli attentati mafiosi». Aggiungendo che «le istituzioni non debbono abbassare la guardia anche nella considerazione che il trasporto, il movimento terra–ghiaia sono appetibili agli “affari illeciti” e alle “infiltrazioni”».
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