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comitato contro il trasferimento 

Fonderie, il caso arriva anche in Commissione

Fonderie, il caso arriva anche in Commissione

Si parlerà ancora delle Fonderie cooperative delle Madonnina e del trasferimento nel sito individuato nella frazione di Navicello oggi in piazza Grande. Al centro della seduta della commissione Seta...

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Si parlerà ancora delle Fonderie cooperative delle Madonnina e del trasferimento nel sito individuato nella frazione di Navicello oggi in piazza Grande.

Al centro della seduta della commissione Seta - che partirà alle 18 e alla quale parteciperà anche l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, oltre ai tecnici del Comune - ci sarà infatti lo studio che individua, in base a valutazioni ambientali e territoriali, l’area industriale di via Nonantolana come quella che presenta le migliori condizioni per la delocalizzazione dell’impianto di via Zarlati, la cui chiusura è prevista entro gennaio 2022. Lo studio, che ha preso in esame una decina di siti produttivi del territorio comunale potenzialmente idonei all’insediamento della nuova struttura, era previsto dal protocollo d’intesa tra amministrazione e azienda approvato all’unanimità dal Consiglio comunale in dicembre.

Nel frattempo, a bocciare l’ipotesi del trasferimento a Navicello è il comitato Modena Salute e ambiente: «Trasferire le Fonderie nell’area nord del Comune di Modena significa sommare le emissioni in atmosfera dell’impianto a quelle dell’inceneritore - spiega il comitato - oltre a quelli di tutte le altre attività già presenti nei comparti Modena nord, Torrazzi e Modena Est. In questo quadro di pesante inquinamento atmosferico, sarebbe necessaria estrema cautela anche solo nell’ipotizzare l’inserimento di nuove fonti emissive». Secondo i rappresentanti di Salute e ambiente, però, lo studio non prende in considerazione in alcun modo «l’inquinamento atmosferico generato sia dall’inceneritore che dalle altre fonti inquinanti già presenti, quali zincature e logistica. Chiediamo che questa mancanza venga sanata e considerata nel processo di valutazione della nuova area, anche in una ottica di equa ripartizione dei carichi ambientali nel territorio del Comune di Modena. In questo modo, per i residenti, si vanifica ogni speranza di miglioramento di qualità dell’aria, processo cominciato faticosamente una ventina di anni fa con la chiusura delle Fonderie riunite, delle Acciaierie ferriere e delle Fonderie Corni, tra le zone Sacca e Crocetta, attività che uscite dalla porta rientrano dalla finestra».

Secondo il comitato ambientalista, dunque, nello studio che ha portato a dare il via libera al trasferimento a Navicello ci sarebbero «altri importanti elementi da considerare: la necessità effettiva di fare questo investimento di realizzazione di una nuova fonderia, il consumo di suolo agricolo a vocazione di qualità e l’impatto sulle colture locali, oltre all’impatto degli inquinanti sul territorio dei Comuni limitrofi, Nonantola in particolare». (l.g.)

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