Gli occhi di 560 famiglie per il controllo di vicinato
Formigine. Quattordici i gruppi che moltiplicano la sorveglianza per la sicurezza Il Comune e la Municipale sostengono le adesioni. Ecco come funzionano
FORMIGINE. Quattordici gruppi, per un totale di 560 famiglie circa. Occhi che si moltiplicano per la sicurezza cittadina; tra le frazioni coinvolte, dapprima Colombaro, più isolata e dunque più vulnerabile, poi Magreta, Casinalbo e, in ultimo, il capoluogo. È questa la realtà presentata a Formigine dal Comune e dalla polizia municipale in tema di sicurezza e vigilanza sul territorio. «Viviamo in un periodo in cui c’è una diffusa criminalità sempre più aggressiva, itinerante ma ricorrente - spiega il comandante della Polizia Municipale Mario Rossi - Il progetto “Controllo del vicinato” vuole essere un deterrente contro questo tipo di criminalità. L’invulnerabilità non esiste, ma coalizzandoci tra di noi, cittadini e forze dell’ordine, possiamo provare a proteggerci il più possibile». Anche a Formigine e frazioni sta prendendo piede e i cittadini coinvolti stanno aumentando sempre di più: «Nella zona delle vie delle regioni inizialmente eravamo 30, adesso siamo 42» racconta una delle coordinatrici di gruppo. Il funzionamento è semplice: quello che le forze dell’ordine chiedono non sono né gesti eroici – e pericolosi – né ronde o pattugliamenti, ma una maggiore attenzione a quello che ci circonda ed un dialogo più aperto con i vicini (proprio come si faceva un tempo). Ogni gruppo ha un coordinatore, che è l’anello di congiunzione tra gli altri cittadini e le forze dell’ordine. Attraverso Whatsapp, i cittadini si tengono costantemente in contatto, segnalando eventuali situazioni anomale, cercando di capirne il livello di estraneità rispetto alla norma e, soprattutto, se questi eventi si verificano allo stesso modo in periodi temporali diversi; sull’applicazione di messaggistica, oltre i gruppi con gli abitanti delle varie zone, ve ne è uno che comprende tutti, polizia municipale compresa, in quanto, secondo Rossi «il riferimento istituzionale è di primaria importanza». Questa, nel caso di situazioni sospette, interverrà per effettuare ulteriori controlli. «Fondamentale però – sottolinea il comandante - chiamare immediatamente il 112 se si assiste chiaramente ad un reato». Punto chiave del controllo del vicinato è la profonda conoscenza del proprio territorio e di ciò che lo circonda. Un occhio attento sa a chi appartengono le auto parcheggiate nella propria strada, chi frequenta il bar vicino casa o il parco in cui si va a fare jogging. Sono inoltre stati installati, nelle zone coinvolte, oltre duecento cartelli recanti la scritta “Zona controllo del vicinato”, che però, come lamentano alcuni cittadini, «non servono di certo a far cambiare idea ai ladri». I cartelli, infatti, come sottolinea il comandante «sono utili più che altro a creare spirito aggregativo tra gli abitanti di un certo quartiere e a ricordare ai malintenzionati che la loro presenza non passerà inosservata». Svariate le misure di sicurezza che si adotteranno per i raggiungere un maggior controllo del territorio. «Tra queste - spiega il sindaco Maria Costi - l’implementazione di sistemi di videosorveglianza, con l’installazione di circa 140 telecamere e 13 varchi elettronici in grado di leggere le targhe dei mezzi in entrata e in uscita, utili per far scattare immediatamente un controllo in caso di anomalie».
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