«Il cane usato per coprire l’odio»
Cecile Kyenge: «Non abbiamo mai avuto problemi con i vicini. La polizia troverà il responsabile»
Zibì è un cagnolone bianco di grossa taglia: non lo sa, ma suo malgrado è diventato l’oggetto di un caso politico nazionale. È l’animale domestico della famiglia Kyenge e sarebbe stato lui, o meglio i suoi bisogni, la causa scatenante del lancio di escrementi contro l’abitazione dell’europarlamentare.
Il fatto è avvenuto la settimana scorsa nella villetta di Gaggio dove Cecile Kyenge abita con il marito, l’ingegner Domenico Grispino. Il vandalismo è stato anche denunciato dall’ex ministro sulla sua pagina Facebook.
A 48 ore di distanza un vicino, rimasto nell’anonimato, si è assunto la responsabilità di quel gesto, reiterato in due diverse occasioni. Lo avrebbe fatto poiché esasperato dalle deiezioni di Ziby che regolarmente non venivano raccolte dai padroni.
«Mi occupo io di portarlo a spasso - spiega Domenico Grispino indicando Zibì, chiamato così in onore dell’ex calciatore Boniek - e mai mi sono permesso di abbandonare i suoi bisogni sulla ciclabile, sul marciapiede o in qualunque altro luogo. Di più. Basti pensare che la maggior parte delle volte lo accompagno nel vicino parco di Villa Sorra e quindi non capisco come i suoi escrementi si possano trovare qui nei dintorni della villetta. Quando non ho il tempo per arrivare fino a Villa Sorra, mi limito ad un giro nella campagna circostante e figurarsi che anche se in un campo incolto raccolgo sempre le deiezioni. Poi una dimenticanza - conclude Grispino - può anche essere accaduta senza che io me ne sia reso conto, ma di certo non è la norma».
Nel frattempo Cecile Kyenge rincasa, con le borse della spesa. È a conoscenza delle dichiarazioni dell’anonimo vicino ed è sdegnata: «Non posso accettare un comportamento del genere. In primis perché se si è certi della nostra responsabilità è sufficiente suonare il campanello e chiederci un confronto civile. Ma la cosa più subdola è attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d’odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia. Queste nuove interpretazioni emerse mi addolorano ulteriormente, essendoci sempre comportati correttamente con i nostri vicini».
Marito e moglie ci tengono a evidenziare di non aver mai avuto alcuno screzio con gli altri residenti del quartiere, e per questo sono sbigottiti: «La mia famiglia - prosegue l’europarlamentare - intrattiene una buona convivenza con i vicini, molti dei quali vivono insieme a noi dalla nascita di questa zona di Gaggio, mantenendo fin dal primo giorno rapporti eccellenti. A questo punto non mi interessano né le scuse né ulteriori spiegazioni. Attendo solo il responso delle indagini della polizia per identificare il vero responsabile».
La famiglia Kyenge rientra nella villetta, con Zibì che segue moglie e marito lentamente e silenzioso.
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