Tentato omicidio all’alba L’arrestato non ricorda
MEDOLLA. È ormai fuori pericolo e risponde bene alle cure dei sanitari Nadia Sgarbi, la donna accoltellata alla gola dal marito Pierluigi Garutti. La donna, operata d’urgenza venerdì mattina, è stata...
MEDOLLA. È ormai fuori pericolo e risponde bene alle cure dei sanitari Nadia Sgarbi, la donna accoltellata alla gola dal marito Pierluigi Garutti. La donna, operata d’urgenza venerdì mattina, è stata trasferita nel reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Modena dove proseguirà il decorso medico.
Ieri mattina, intanto, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia per il marito, rinchiuso in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Al Sant’Anna ha potuto parlare con il giudice delle indagini preliminari, Barbara Malvasi, ma di fatto ha ribadito quanto già sostenuto davanti ai carabinieri e al pubblico ministero Luca Guerzoni: non ricorda quanto accaduto nei frangenti precedenti all’accoltellamento della moglie, che stava ancora dormendo.
Il gip si è riservata di decidere sulle misure da applicare all’imprenditore, da tempo afflitto da un male oscuro, mentre l’avvocato difensore, Gianluca Barbiero, ha chiesto soltanto massima vigilanza sul suo assistito a prescindere dalla valutazione che farà il giudice. Perché, sostiene il legale, esiste un fondato timore che Garutti possa ripetere gesti autolesionistici o mettere a rischio i compagni di cella.
«Il “movente” della violenza sulle donne - scrivono in una nota di critica verso i media il coordinamento dei Centri antiviolenza regionali - resta sempre lo stesso: una cultura di prevaricazione che non riconosce le donne come persone, che si traduce in storie di violenza che possono durare anni e che ha come apice la violenza estrema, il femicidio, quando alle donne non viene riconosciuto nemmeno il diritto di vivere. Purtroppo il copione delle storie di violenza si ripete con dinamiche note: al femicidio, o tentato femicidio, segue il suicidio o tentato suicidio dell’uomo. Solo un lavoro di prevenzione che agisca nelle pieghe profonde della nostra società, che sostituisca una cultura del rispetto alla cultura della sopraffazione, può interrompere questa catena senza fine di copioni che si ripetono tutti uguali». (fd)
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