Auto elettriche all’ex Coca-Cola
Le aziende Cpc e Omr hanno pronto un investimento da 25 milioni per recuperare lo stabile dismesso
Per farsi un’idea delle “potenzialità” - in senso negativo - di quel capannone basta chiedere al personale e ai genitori dei bimbi delle scuole Anna Frank, che in questi anni si sono abituati a tutto quello a cui non bisognerebbe mai abituarsi: topi che corrono da una parte all’altra della strada, abusivi che entrano la notte ed escono di giorno, incendi dolosi come regolamento di conti tra gruppi di occupanti.
L’idea, da un po’ di tempo, sarebbe quella di trasformare queste potenzialità in senso opposto, recuperando un edificio diventato uno dei simboli del degrado di un quartiere altamente residenziale, peraltro di fronte a una scuola elementare. E la novità è che oggi sembrano esserci le condizioni per realizzare questo importante obiettivo: l’ex stabilimento della Coca cola all’angolo tra via delle Suore e strada Sant’Anna potrebbe diventare un centro di ricerca per la produzione di veicoli elettrici. Eccellenze del territorio L’idea è nata da un’azienda del territorio (anzi, del quartiere…) ma con vocazione internazionale, ovvero la Cpc group di via del Tirassegno - che da piccola ditta artigiana nata negli anni ’50 per creare modelli per fonderia ha saputo trasformarsi in una realtà leader nella lavorazione di metalli e compositi, tanto da conquistare clienti come Ferrari e Ducati, Porsche e McLaren - e dalla sua collaborazione con Omr, azienda di Rezzato, nel bresciano, ma con uno stabilimento da 120 dipendenti in via Razzaboni, dunque a pochi metri dallo stabilimento Coca cola, e con una storia di successo nell’automotive che l’ha portata ad aprire sedi dal Marocco al Brasile. Due storie di successo e strettamente legate al mondo delle auto, insomma, che hanno deciso di unirsi per dare vita ad un progetto che porterà a trasformare l’ex Coca cola di Sant’Anna in un centro per la ricerca di veicoli elettrici. E se il progetto al momento è ancora in fase di costruzione, le due aziende hanno già iniziato ad acquisire le diverse parti dello stabilimento - tra le cause della mancata riconversione in questi anni c’era proprio l’estrema frammentazione della proprietà, che rendeva difficile la vendita - mentre l’investimento complessivo dovrebbe toccare i 25 milioni di euro, portando in via Sant’Anna un’ottantina di ingegneri.
Faccia a faccia con i residenti A illustrare la bozza di progetto sono stati il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che lunedì sera, insieme all’assessore all’Ambiente e residente nel quartiere Giulio Guerzoni, hanno incontrato i cittadini di Sant’Anna e della Sacca nella sala del campo sportivo Botti. Un incontro organizzato dal circolo locale del Pd e dal Gruppo volontari del verde di Sant’Anna per una serata molto partecipata, con poco meno di cento presenze. «L’idea - ha spiegato il sindaco Muzzarelli - è quella di valorizzare nuove tecnologie e veicoli elettrici, creando nuove opportunità e nuovi posti di lavoro». «La valorizzazione del patrimonio esistente è al centro dello Sblocca Modena - ha aggiunto l’assessore Vandelli - e questo progetto risponde al meglio all’obiettivo di sostenere un pezzo di filiera produttiva tipico della nostra provincia». E se per saperne di più bisognerà aspettare le prossime settimane, quel che è certo è che l’investimento previsto è ingente (25 milioni) e che gli ingegneri occupati nel futuro centro di ricerca saranno un’ottantina: «Un aspetto a cui pensare sarà quello dei parcheggi - ha detto ancora l’assessore all’Urbanistica - e la nostra idea è quella di valorizzare e ottimizzare l’utilizzo dei posti auto che ci sono già nel quartiere, come ad esempio quelli dell’area del cinema Victoria, che vengono usati principalmente nelle ore serali». Soddisfatto anche l’assessore Guerzoni: «Ricordo un’assemblea di anni fa alla Sacca - ha spiegato - in cui si parlò di un altro imprenditore che avrebbe voluto fare una cosa simile, ma chiedendo tempi certi. Il problema è che non sempre i tempi dell’amministrazione, con le varianti del caso, coincidono con quelli delle imprese: oggi, però, grazie allo Sblocca Modena, siamo arrivati ad una maggiore velocità dei tempi burocratici, quindi la speranza è che questo progetto vada avanti».
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