Ex dipendente Aci infedele condannato anche in appello
Confermata in appello la condanna della Corte dei Conti di un ex dipendente infedele dell’Aci Modena che dovrà risarcire una somma che aveva “trattenuto” 17 anni fa. Con alcuni trucchi di...
Confermata in appello la condanna della Corte dei Conti di un ex dipendente infedele dell’Aci Modena che dovrà risarcire una somma che aveva “trattenuto” 17 anni fa. Con alcuni trucchi di registrazione contabile e sul computer riusciva a far risultare pagate o parzialmente pagate le riscossioni di bolli auto quando in realtà si intascava i soldi. A differenza della Sezione Regionale che nel 2017 lo condannò a pagare più di 56mila euro, questa volta la Prima sezione giurisdizionale centrale d’appello, gli ha rideterminato al somma in 51.200 euro più rivalutazioni e interessi. Il motivo di questo “sconto” è legato al versamento alle parti civili di una provvisionale di 5mila euro.
Si chiude così una vicenda scabrosa che riguarda quattro casi accertati in sede penale, ma sono trecento quelli rilevati al momento dell’ispezione dell’ Aci stessa e riguardano un periodo di almeno un anno e mezzo. Al centro degli accertamenti un insospettabile funzionario, M.G., che conduceva la filiale di via Emilia Ovest. Il meccanismo per distrarre il denaro non è chiaro, ma è accertato che in alcuni casi il funzionario “annullava” i bollettini in assenza degli originali oppure, in un altro tipo di ammanco, venivano ripetuti versamenti annullati per lo stesso numero di targa con tariffe notevolmente inferiori a quelle dovute dal proprietario del mezzo. Al pagamento del bollettino seguiva entro la giornata l’intervento contabile sul computer.
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