Scoperta frode milionaria all’Inps
Sette arresti, ventisei indagati, una perquisizione anche a Modena
Risultavano formalmente in malattia o in solidarietà, ma in realtà venivano lavorare come se niente fosse. Non solo: a loro insaputa erano stati tutti licenziati e poi riassunti con la procedura della mobilità in un'altra azienda collegata allo stesso imprenditore, che così aveva goduto degli incentivi per le assunzioni relative alla mobilità e risparmiato sui contributi. È una frode milionaria all'Inps e allo Stato quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Parma, che ha arrestato 7 persone. L’operazione, che visto anche la nostra città coinvolta, ha portato all'arresto, con l'accusa di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato, di un imprenditore di origini campane che operava nel Parmense nel settore della impiantistica industriale, destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Altre 6 persone coinvolte a vario titolo nella vicenda sono invece agli arresti domiciliari. Tra questi ultimi figurano 5 professionisti, di stanza nel napoletano ma operanti nel territorio parmense, che avevano messo a disposizione le proprie competenze per la realizzazione degli scopi fraudolenti. Gli indagati nell'inchiesta coordinata dalla procura ducale sono però 26 in tutta Italia. I finanzieri hanno eseguito una trentina di perquisizioni in varie città: Parma, Napoli, Salerno, Reggio Emilia, Roma e Crotone. Una anche a Modena: i nostri militari hanno dato supporto in una perquisizione presso un privato finalizzata al sequestro di alcuni documenti. Le indagini sono partite dalla verifica fiscale su due società riconducibili all'imprenditore arrestato, da cui è emerso uno schema criminoso basato sul sistematico ricorso agli istituti della malattia e dell'ammortizzatore sociale del contratto di solidarietà.
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