Gazzetta di Modena

Modena

Rami e legni bloccano le acque del Secchia a Campogalliano

di Saverio Cioce
Rami e legni bloccano le acque del Secchia a Campogalliano

I relitti galleggianti bloccano gli sfiatatoi. Il sindaco: «In arrivo i lavori per casse d’espansione e alveo»

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CAMPOGALLIANO. «La portata del Secchia è a rischio se arriveranno altri alberi e rami portati dalla corrente che finiranno per intasare gli sfiatatoi della briglia sul fiume, proprio a fianco dei laghi Curiel a due passi dal paese. Ma di allagamenti non ne abbiamo già avuti abbastanza?»

Il tam tam sui pericoli dei relitti galleggianti ha preso nuovo vigore; la maggiore portata d’acqua moltiplica ramaglie, tronchi, legni e altri rifiuti che arrivano verso la pianura uniti, arenandosi sulle sponde prima della piccola diga che taglia a metà il Secchia.

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Ovvio che dopo le alluvioni di quest’inverno, con conseguenze molto pesanti sulle attività e le abitazioni della zona, i nervi siano a fior di pelle, ma il problema resta e si somma con un’incuria storica da parte di chi dovrebbe vigilare e pulire il fiume. Lo stato di abbandono del Secchia e delle sue casse, almeno per quello che riguarda la pulizia degli alvei, è visibile, certificato a occhio nudo.

Basta girare sugli argini , a piedi o in bicicletta, per trovare alberi ad alto fusto che crescono rigogliosi e indisturbati in quelle che dovevano essere le aree golenali. Da anni. E così pure sabbia e terra si sono accumulate nel tempo alzando

il letto del fiume che sempre più spesso finisce per riprendersi di prepotenza lo spazio che non c’è più. Le acque, com’è visibile anche con i mucchi di rami finiti sopra la diga, dimostrano la spinta e la portata del Secchia gonfie dalle piogge dei mesi scorsi, capace di salire oltre un limite che si è rivelato inutile. Gli isolotti poi sparsi in mezzo alla corrente, dove pure sono cresciuti gli alberi, dimostrano anche al profano quanto gli spazi naturali per lo scorrimento delle acque si siano ridotti a livelli inaccettabili.

Ma nonostante tutto il sindaco Paola Guerzoni è ottimista e spera molto nell’apertura dei prossimi cantieri della Sassuolo - Campogalliano che daranno il via a una gigantesca opera di escavazione e cambiamenti nelle aree a ridosso del fiume.

«Di solito quanto mi vengono segnalate delle ostruzioni o degli accumuli pericolosi mando la foto in Regione e poi da Bologna partono le segnalazioni all’Aipo per la pulizia. Credo che anche questa volta sarà così. Ma non è tutto - spiega - Nelle prossime settimane ho intenzione di convocare qui a Campogalliano una riunione plenaria dei consigli comunali dei Comuni delle Terre d’Argine; sarà la seconda volta in assoluto di un incontro così importante e per questo sarà aperta a tutti i cittadini. Per l’occasione saranno chiamati i tecnici di Aipo e Regione che spiegheranno nel dettaglio dove avverranno i lavori di scavo nel nostro territorio. In sintesi si può dire che verrà risagomato l’alveo, ripulito e disboscato il corso del Secchia, ampliate le casse d’espansione. Al tempo stesso verrà creato un nuovo argine a parziale difesa del paese. Di tutto questo si parlerà diffusamente davanti ai cittadini, così ognuno potrà chiedere chiarimenti». Cosa che accadrà di sicuro visto che per arrivare all’oro grigio della ghiaia nell’alveo del Secchia bisognerà spostare montagne di terra e trovarle posto.
 

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