Sprangata al rapinatore Ora è accusato di omicidio
Formigine. Il custode del bowling colpì il 32enne poi ritrovato in coma in un parco Il bandito non si era mai ripreso ed è morto alcuni mese fa: cambia l’imputazione
FORMIGINE. Ndreka Genti è morto alcuni mesi fa e ora colui che lo colpì con una spranga durante un furto trasformatosi in tentata rapina è imputato per omicidio. Si tratta di Ben Ftima Lofti, che nel novembre 2014 faceva il custode del bowling di Formigine. L’impiegato tunisino trovò la banda di ladri nel locale intenta a scassinare le macchinette, volarono sedie e iniziò una colluttazione che culminò in una bastonata del custode al 31enne albanese. I banditi fuggirono - due di loro vennero poi identificati, hanno ammesso le proprie responsabilità e a gennaio 2015 hanno patteggiato - mentre Ndreka era ferito alla nuca. Si trascinò barcollante fino al parco di via Cavalieri, cercò rifugio prima su un camioncino (il mezzo venne anche sequestrato per accertamenti sulle tracce ematiche) e poi restò privo di sensi nell’erba alta. Proprio lì lo ritrovò una donna quasi 24 ore dopo il fallito colpo al bowling. Era in coma, venne soccorso e trasferito d’urgenza all’ospedale di Parma, ma da quella ferita non si è di fatto mai ripreso, morendo in un centro di ricovero a Torre Maina.
L’episodio aveva chiesto un imponente sforzo investigativo ai carabinieri di Formigine e della Compagnia di Sassuolo. Perché per alcune ore la scoperta del ladro albanese rimase un giallo. O meglio, servì un po’ di pazienza per collegarlo a quanto avvenuto la notte precedente al bowling. I militari, una volta accertata l’identità del ferito, risalirono ai due compari che vennero presto fermati. La loro testimonianza, insieme a quella del custode, è stata poi determinante per circoscrivere i fatti.
Raccolti tutti gli elementi il pm Claudia Natalini ha chiesto il rinvio a giudizio per il 43enne Ftima Lofti, difeso dall’avvocato Giorgio Pighi, con l’accusa di lesioni aggravate. Ma davanti al giudice dell’udienza preliminare, dottoressa Losavio, è cambiato lo scenario. Perché è stato portato a conoscenza delle parti (l’albanese è rappresentato dall’avvocato Alberto Boni) che Ndreka è deceduto in seguito ai fatti di quella notte. Sarà una perizia medica a dover stabilire quanto abbia inciso la sprangata e quanto invece abbia influito il ritardo dei soccorsi al ladro ferito. Il documento, che doveva essere consegnato ieri, sarà invece depositato nella prossima udienza, fissata per il 2 ottobre. In quell’occasione di fatto inizierà il processo con rito abbreviato, che vede il custode tunisino imputato per omicidio. Di che specie - colposo o preterintenzionale - spetterà al giudice valutarlo. (fd)
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