Subaffitta stanza nella comunità: casa chiusa
Mirandola. Dopo l’ispezione un mese di sospensione alla cooperativa che però si rivolge al Tar
MIRANDOLA. Un mese prima era stata costituita una apposita commissione di vigilanza, composta da Ausl, Servizio Minori dell’Area Nord e polizia municipale. L’obiettivo era controllare e verificare le comunità alloggio che ospitano minorenni affidati dal tribunale alle cooperative presenti nella Bassa. Un tema, quello dell’accoglienza, che aveva portato a forti discussioni alla luce di qualche sgradevole episodio di microcriminalità e che la politica aveva scelto di affrontare di petto a fronte di una situazione complessa.
E dai primi atti ispettivi è emersa subito una irregolarità a Mirandola dove una coop gestisce l’alloggio “Luci a San Siro”. L’ispezione, avvenuta a metà dicembre, ha infatti fatto emergere una contestazione poi approdata davanti ai giudici del Tar. Una delle camere è infatti stata trovata chiusa a chiave. Il motivo? Stando agli accertamenti effettuati quella stanza era stata subaffittata ad un ospite che non aveva alcun requisito per trovarsi all’interno della comunità alloggio che, va ricordato, viene sostenuta con fondi pubblici e a cui possono accedere soltanto a persone inviate dal tribunale dei minori.
Un mese dopo è scattato il provvedimento che ha portato ad una multa di 4mila euro per la cooperativa mirandolese e la sospensione, per trenta giorni, dell’autorizzazione al funzionamento del gruppo appartamento “Luci a San Siro”.
Evidentemente però la coop è convinta di avere delle ragioni tant’è che ha contestato la decisione e nei giorni scorsi ha fatto ricorso al Tar per ottenere l’annullamento totale della multa e della sospensione. Di contro la Giunta dell’Area Nord, composta da tutti i sindaci e su suggerimento del Servizio Minori, ha scelto di resistere in giudizio incaricando l’avvocato modenese Elisa Barbini.(fd)
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