Tempo di streccapogn con uova e pancetta
D'avril la vècia l'è in dal curtil. Con aprile e l'arrivo della bella stagione, anche per le persone anziane era tempo di uscire all'aria aperta a godersi il primo sole, dopo un inverno passato...
D'avril la vècia l'è in dal curtil. Con aprile e l'arrivo della bella stagione, anche per le persone anziane era tempo di uscire all'aria aperta a godersi il primo sole, dopo un inverno passato accanto al camino.
Terminate le gelide giornate di gennaio e febbraio e i giorni ventosi con tempo incerto di marzo, finalmente aprile consentiva il ritorno della vita che animava i cortili: bimbi, anziani, animali, oche comprese, anche perchè con “al prem d'avril tòti agli ochi al van in gir”, ovvero dal primo di aprile tutte le oche vanno in giro. Un proverbio che sottintende però un doppio significato, il primo indica che inizia il mese dove si riscontrano le condizioni ambientali ideali per le oche, con temperature gradevoli e piogge frequenti, mentre il secondo si intreccia con il giorno internazionale del “pesce d'aprile” in cui sono leciti scherzi e in cui le persone che ne sono “vittime”, vengono canzonate come “oche”. E non era raro vedere in questa stagione, un tempo come del succede ancora oggi, le donne passeggiare in campagna, curve con gli occhi a scrutare l'erba, un coltellino in una mano e una borsa o un cesto nell'altra: sono alla ricerca dei radicchi selvatici che in dialetto prendono diversi nomi: streccapugn, o radicèli, o pòte, che possono essere facilmente confusi con altre erbe come il tarassaco o “piscialetto” dai fiori gialli. Nel caso di errore nella raccolta però poco importa, entrambe le erbe sono diuretiche, disintossicanti, dal gusto amarognolo.
Gli streccapogn o pòte possono consumare sia freschi, che bolliti. Gli esemplari più piccoli e teneri sono ottimi condirti in insalata con olio e aceto balsamico, volendo anche con aggiunta di uova sode. Per chi vuole invece creare un piatto un po' più elaborato, le preparazioni possono essere diverse, ma tutte ugualmente semplici e gustose. Un esempio: si lavano e si puliscono per bene gli streccapogn, lasciando una piccola parte dura della radice. In una padella sul fuoco si mette un po' di olio e un aglio. Quando l'aglio è rosolato, si toglie dalla padella, si aggiungono gli streccapogn e si lasciano cuocere a fuoco lento per dieci minuti, fino a quando non sono ammorbiditi, aggiungendo, se occorre, un goccio di acqua calda. Intanto in un'altra padella si fa rosolare della pancetta tagliata a dadini. Quando la pancetta è pronta si toglie, si mette da parte e nella stessa padella si cuoce un uovo, strapazzandolo. Per servirli si mettono nel piatto prima gli streccapogn ammorbiditi e sopra va disposta la pancetta e l'uovo strapazzato, accompagnando il tutto con aceto balsamico tradizione di Modena e volendo due fette di pane abbrustolito. Enjoy.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

