Battaglie quotidiane per banche, raggiri e trucchi al telefono
Federconsumatori, più di 600 ricorsi sugli investimenti per quotazione fasulle dei brillanti. Cellulari, ricorsi accolti
Banche e telefonia sono i capisaldi, mentre i ricorsi per le bollette elettriche e del gas arrivano subito dopo. E le battaglie per le multe sbagliate o ingiustificate? Non arrivano contarsi sulle dita di due mani assieme ad altri ricorsi sulla pubblica amministrazione.
Il bilancio annuale di Federconsumatori di Modena si riassume in pochi numeri essenziali che però danno conto della crescita dell’associazione che, facendo iscrivere necessariamente tutti i modenesi di cui diventa rappresentante, è arrivata a raggiungere i 3.669 iscritti, più che a Roma e Milano, con una presenza in 18 centri della provincia di cui quasi la metà presso i Comuni convenzionati. Di qui la scelta di battere la strada degli incontri pubblici, più di due al mese, per informare i cittadini sui pericoli dei raggiri contenuti nelle offerte per i cambi di gestore di gas ed elettricità, i trucchi dei conti nascosti nelle fatture dei telefonini, la difesa dalle clausole dei contratti in cui è tutto scritto su misura per le esigenze degli istituti di credito.
Dietro a questi sforzi però ci sono i due assi portanti che da soli costituiscono quasi il 60% delle attività annuali.
«Dopo la trasmissione di Report e l’intervento governativo sullo scandalo delle quotazioni fasulle sugli investimenti in diamanti - riassume il responsabile Maurizio Guidotto - I modenesi nell’ultimo mese dello scorso anno si sono rivolti a noi per tutelarsi; abbiamo aperto 230 posizione ma è nei primi mesi di quest’anno che la corsa al rimborso ha avuto proporzioni enormi. Solo nei primi mesi di quest’anno abbiamo ricevuto altre 400 incarichi per tutelare risparmiatori che si sentono truuffati o raggirati».
Sempre sulle banche si è aperto il fronte dei bancomat rubati. Mentre prima le banche pagavano senza discutere gli importi prelevati dai ladri specializzati nel riciclaggio di carte di credito, ora si attaccano a ogni pretesto per negare il risarcimento. «La scusa più frequente - esemplifica Guidotto - è la contestazione al derubato di aver custodito il numero del codice assieme alla carta bancomat. Quasi sempre, quando abbiamo fatto ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, la banca ha pagato il derubato per i prelievi non imputabili alla sua responsabilità».
Per quanto riguarda l’energia gli sforzi per divulgare le condizioni reali delle tariffe hanno spinto molti a leggere con attenzione i contratti, a farli controllare per scoprire costi nascosti, e fermarsi prima di firmare ma i trucchi sono stati comunque molti. «Su questo continuiamo a dire agli utenti, soprattutto quelli anziani, di non dare mai gli estremi delle bollette o dei contatori a chi propone contratti per telefono o anche di persona. Grazie ai numeri di matricola infatti, e a una firma presa con qualsiasi scusa, il venditore malintenzionato compila all’insaputa del cliente la pratica per il cambio di gestore. E l’utente se ne accorge tardi: ma si può sempre rimediare chiedendo il ritorno al gestore iniziale».
Un caso a parte riguarda l’universo della telefonia, dove su 653 pratiche quelle risolte con una conciliazione o un rimborso sono state 498 con il ricorso al Corecom regionale.
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