Carpi, il padre di Alfie dal Papa grazie al vescovo Cavina
Il presule terrà i rapporti con la Segreteria di Stato perché il bimbo arrivi a Roma: «L’incontro col Santo Padre è durato 20 minuti, è stato di grande commozione»
CARPI. È stato il vescovo di Carpi, Francesco Cavina, a chiedere a Papa Francesco la possibilità di un colloquio con il papà di Alfie, Thomas Evans, giunto per questo ieri a Roma da Liverpool. Alfie Evans è un bambino nato nel 2016, che dal dicembre dello stesso anno vive grazie alla respirazione artificiale. I genitori si stanno battendo contro la decisione dei medici staccare la spina grazie ai giudici. «L’incontro è stato deciso ieri mattina, dopo che mi era arrivata una richiesta da Liverpool, sulla possibilità di avere da parte del Santo Padre un incontro con il papà di Alfie, Thomas, perché c’era stata la sentenza della Corte d’appello che riaffermava la decisione della Corte di primo grado, cioè che bisogna staccare il ventilatore e lasciare morire questo bambino. Devo dire che nel giro di venti minuti il Santo Padre ha espresso tutto il suo desiderio di poter incontrare Thomas» racconta il vescovo.
«Questo incontro è durato venti minuti ed è stato, mi sembra di poter dire, di grande commozione».
Il Papa, spiega «era partecipe di quello che stava raccontando il papà di Alfie e a un certo punto ha detto: “Io la ammiro per il coraggio che lei ha, così giovane ma ha il coraggio di difendere la vita di suo figlio”. E addirittura a un certo punto ha detto che il coraggio di questo padre è simile all’amore che Dio ha nei confronti dell’uomo che non si rassegna a perderci. E penso che quello sia stato il momento più commovente». Thomas Evans, «ha raccontato il suo dolore, perché era questo il desiderio che lui aveva, condividere con il Santo Padre il suo dolore e poi ha spiegato che cosa sta subendo da parte dell’ospedale che dovrebbe avere in cura Alfie, che non permette alla famiglia di poterlo far curare in un ospedale diverso. E soprattutto ha riportato al Santo Padre cose che naturalmente il Santo Padre già conosceva, quello che dicono i giudici e cioè che la vita di questo bambino è assolutamente inutile. Thomas invece ha voluto ribadire che Alfie è figlio di Dio e proprio perché figlio di Dio ha diritto, dal momento che è Dio che gli ha dato la vita, a far sì che sia Dio a togliergliela quando Dio ritiene che sia giunto il momento. E proprio per questo lui combatte ed è pronto a combattere fino alla fine».
Dopo l’incontro con Papa Francesco, Cavina è stato incaricato dal Pontefice di tenere i rapporti con la Segreteria di Stato affinché l’ospedale Bambino Gesù di Roma accolga il piccolo Alfie.
Per monsignor Cavina «da questo incontro scaturisce che il Santo Padre mi ha incaricato di mantenere i rapporti con la Segreteria di Stato perché il Bambino Gesù faccia tutto il possibile per potere accogliere Alfie nella propria struttura sanitaria. E quindi quello che stiamo cercando di fare in questo momento. Poi chiaro che ci sono grosse difficoltà da un punto di vista legislativo e giuridico: vediamo quindi se possibile superarle».
Il papà di Alfie è «uscito molto rincuorato. Al termine dell’incontro, quando siamo rimasti soli, era molto commosso e diceva: “Non ci credo! Non ci credo a quello che il Santo Padre mi ha detto!”, proprio per la commozione, per l’emozione che ha vissuto. Per arrivare oggi hanno fatto un viaggio assurdo: sono dovuti andare ad Atene e poi da Atene a Roma: quindi hanno praticamente viaggiato tutta la notte, anche profondamente stanchi da un punto di vista fisico». «Per quel che penso io, non è tutto risolto. Bisogna dire così, perché, se non riusciamo a trovare una disponibilità da parte dei giudici e degli ospedali inglesi, tutto diventerà molto più difficile, e tutto corre il rischio di rimanere in un impasse come quello in cui ci troviamo adesso. Bisogna continuare a pregare» conclude.
Dopo l'incontro privato, Thomas Evans ha assistito all'udienza del Papa in Piazza San Pietro, al termine della quale il Pontefice ha pronunciato un appello sul caso del piccolo Alfie.
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